Fusion Confusion, Piatti Unici

L’amore è nei particolari – Good Mood Onigiri

22 settembre 2014

Mi piace pensare che qualsiasi piatto possa diventare speciale se mettiamo tutta la nostra cura nel prepararlo.
Personalmente lo sento anche nelle pietanze che preparo io stessa, lo avverto quando ci metto amore e passione e quando non ho proprio voglia di stare ai fornelli.
Questo spiega anche perché le mamme o le nonne riescono a fare una pasta al pomodoro migliore della nostra: la curano per noi, sono coccole sotto forma di cibo.

Mia mamma ha un’arma segretissima che sfodera quando ho la febbre, quando sono indisposta e quando non mangio perché ho i miei pensieri: riso in bianco cremoso.
E’ così buono che mi salva sempre pancia e testa 🙂
Solo a pensarci mi vengono gli occhi a cuoricino! 

Proprio per questo motivo amo il riso in tutte le sue forme, è un alimento che da conforto, nutrimento e guarisce spirito e corpo.

Quando ho scoperto che l’MTC di questo mese aveva come tema le tecniche di cottura del riso ne sono stata felicissimissima!
La chiave di volta, poi, è stata la frase che Annalena ha scritto sul suo blog, dopo averci dato una sacco di indicazioni utili ai fini della sfida: cucinare riso per l’MTC credo saprà rivelare il rapporto profondo di ciascuno con la propria cucina e svelerà anche un pochino della propria anima.
Niente di più vero visto che il primo piatto a cui ho pensato è stato l’Onigiri.
Gli Onigiri sono esattamente come me: un po’ cicciotti e felici di quella felicità per cui ci vuole tanta pazienza, cura e amore.
Certo…non sono triangolare come un Onigiri, ma ne esistono anche di forma rotonda e, di certo, su quella posso lavorarci su! 😛

Ah, già! Cos’è un Onigiri?
Nient’altro che una polpetta di riso bianco con un ripieno che varia a seconda di quello che le casalinghe giapponesi hanno in casa.
Sono ottimi per il picnic, per il pranzo in ufficio…in realtà sono perfetti per qualsiasi momento! 🙂
I più tradizionali hanno sapori un po’ difficili per noi europei e sono l’Onigiri con umeboshi e quello con katsuobushi.
L’umeboshi è una prugna che dopo essere stata raccolta viene messa sotto sale (in strati pressati) per circa un mese e mezzo, mentre il katsuobushi viene ricavato da filetti di tonno (precisamente il tonnetto striato anche se per convenienza spesso viene usato il Bonito) prima essiccato, poi fermentato e infine affumicato.
Io presento tre ripieni diversi:
– Al salmone glassato, perché piacciono a me;
– All’anguilla marinata alla salsa di soia, perché piace all’Orso Bruno (che per inciso s’è pulito, spellato e sfilettato l’anguilla da solo perché a me fa senso tutto quello che è a forma di serpente)
– Al tonno, maionese e avocado, perché è un abbinamento “gigione” e conquista tutti 🙂

L’anguilla ha generato scenate isteriche di cui vado poco fiera.
Durante un brain-stroming l’Orso Bruno mi dice “Fa l’anguilla!”. 
Ecco: terrore e raccapriccio. Non posso rifiutare.
La odio, non riesco neanche ad affrontarne l’assaggio. Lui ovviamente la adora alla follia!
Per questo l’ha pulita e sfilettata da solo, io mi sono limitata a cuocerla e ad eclissarmi ogni volta che mi diceva “Dai assaggiala se no scriverò sul tuo blog che sei una sfigata che non assaggia quello che prepara”.
No, dico…avete presente che sabato ho passato? 
Hangover ai massimi storici con tanto di rifiuto del cibo e il Maschio di casa che ogni mezzora mi corre dietro per farmi ingurgitare un pezzo di anguilla, una delle uniche cose che non ho coraggio di assaggiare assieme alla trippa e tutte le varie interiora. Pietà!

Per ricollegarci al discorso di poco fa, riguardo il rapporto fra la nostra anima e il nostro tipo di cucina, ho scoperto su un libro che parla di cucina nipponica che i giapponesi credono che questa “pallina” di riso rifletta in modo perfetto gli usi, costumi e il posto dove vive la persona che la prepara e la sua filosofia in cucina. E tramite questo Onigiri  tutte queste informazioni passano a chiunque lo mangi.
Sto filosofeggiando troppo? No: è davvero questo il significato che do al mio modo di cucinare!
Voglio riuscire a trasmettere attraverso il cibo quello che sono, la mia passione e, perchè no, un po’ della mia “scemitudine”! 😛

Direi che vi ho torturati abbastanza!
Vi lascio ai miei Onigiri del buon umore 🙂


GOOD MOOD ONIGIRI






Ingredienti: per 8 onigiri cicciotti
per il riso
500g di riso Originario
8 cucchiai di aceto di vino bianco
2 cucchiai e mezzo di zucchero
1 cucchiaino e mezzo di sale


per il ripieno di salmone
200g di salmone fresco senza pelle
2 cucchiai di miele d’acacia o comunque leggero
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di senape
2cm di radice di zenzero, grattugiata

per il ripieno di anguilla
100g di anguilla, da un’anguilla fresca sfilettata
una tazzina di salsa di soia


per il ripieno tonno & mayo
100g di tonno sott’olio
1 cucchiaio abbondante di maionese
1 avocado tagliato a cubetti e irrorato di succo di lime (non servirà tutto!)

per la finitura
alga nori




Riso (procedimento preso da qui)


Versate il riso in una ciotola grande, coprite con circa il doppio di acqua fredda e sprimacciatelo tra le dita massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua risulta praticamente bianca. 

Versate in un colino, sciacquate sotto un getto gentile di acqua corrente e rimettete il riso nella ciotola lavata.

Ripetete lo stesso procedimento per altre quattro volte, fino a che l’acqua è chiara.

Dopo questi passaggi rimettete il riso nella ciotola lavata, riempite con abbondante acqua (che a questo punto dovrebbe rimanere limpida) e lasciate riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti (io l’ho lasciato mezzora), durante la stagione invernale è meglio lasciarlo riposare anche per un’oretta.
Scolate e sciacquate, per un’ultima volta, il riso e versatelo in una pentola di acciaio dal fondo spesso, proporzionata alla quantità di riso. 
Coprite con acqua a temperatura ambiente (mantenendo il rapporto 1 tazza di riso = 1 tazza di acqua) in modo che, il livello del liquido, superi il riso di circa 2 cm.

Portate il tutto a bollore e poi coprite la pentola con un coperchio pesante, meglio se avvolto in un panno in modo che il tegame sia quasi sigillato ed il telo assorba le gocce di vapore ed eviti che ricadano sul riso dal coperchio.

Abbassate la fiamma e lasciate cuocere senza mai aprire per 10 minuti. 

Non fatevi prendere dalla curiosità e non aprite il coperchio, né tanto meno mescolate!
Il riso cotto senza essere mai stato scoperchiato viene chiamato ikimeshi cioè riso vivo.
Se invece la pentola viene aperta, durante la cottura, il riso viene chiamato shinimeshi cioè riso morto.
Spegnete e, sempre senza aprire, lasciate riposare per altri 10 minuti. 
Quando lo scoperchiate, il riso, deve risultare morbido e lucido.

Mescolate in un pentolino l’aceto, lo zucchero e il sale e fate sciogliere a fuoco basso.
Cospargete il riso con il condimento e mescolatelo con un cucchiaio di legno bagnato d’acqua.
Il cucchiaio va bagnato d’acqua perché la particolarità di questo riso cotto è la sua collosità: fidatevi quando vi dico che, se non bagnate il cucchiaio con cui mescolate, sarà una tragedia 🙂

Infine trasferitelo in un grande piatto per farlo raffreddare.


Guardando questa foto potete togliervi ogni dubbio sul perché i giapponesi siano così abili a mangiare il riso con le bacchette 😀 
Non sentitevi più inferiori! Potete farcela anche voi scegliendo il riso e la cottura giusti! 🙂
Posso dire senza la minima esitazione che questo riso è strepitoso anche mangiato così!
La cura che avrete messo si sentirà in ogni bacchettata e mi piace pensare che, proprio per questo, sia cibo per l’anima.

Fin che il riso si raffredda procedete con la preparazione dei ripieni per gli Onigiri.

Salmone
Mescolate in una ciotola il miele, il limone, la salsa di soia, la senape e lo zenzero grattugiato.
Tagliate il salmone in bocconcini e mescolateli alla marinata preparata poco fa, lasciate riposare coperto in frigo per mezzora.
Passato questo tempo, scaldate un filo d’olio extravergine in una padella e cuocete il salmone con tutta la marinata.
Il miele avvolgerà il salmone e creerà, assieme alla salsa di soia, una caramellatura da sogno!
Tenete da parte e fate intiepidire.

Non servirà tutto questo salmone per gli Onigiri ma è impossibile avere una buona dosatura degli ingredienti se se ne fa troppo poco. In ogni caso non andrà avanzato perché è buonissimo! 😛


Anguilla
Facilissima: tagliate il filetto in piccoli bocconi e fate marinare velocemente (il tempo di scaldare la piastra) nella salsa di soia.
Quando la piastra è bella calda cuocete i pezzi di anguilla pennellandoli ogni tanto con la salsa di soia in cui li avete marinati. Tenete da parte e fate intiepidire.


Tonno & Mayo
Mescolate tonno e maionese in una ciotolina e tenete da parte.

Fare gli Onigiri
Prima di tutto il consiglio più importante: lavorate sempre con le mani bagnate, come abbiamo detto prima il riso è colloso e senza mani umide sarà un disastro!
Prendete una bella manciata di riso e fateci posto al centro per mettere il ripieno.

Inserite il ripieno che può essere:
– un boccone di salmone glassato;
– un boccone di anguilla; 
– un cucchiaino abbondante di tonno e maionese più un cubetto di avocado;

Chiudete la pallina aiutandovi con un altro po’ di riso, se serve, e datele la forma di triangolo.
Non è proprio facilissimo ma con un po’ di pazienza e di cura ci si riesce 🙂
Mi raccomando tenete sempre le mani umide 🙂

Infine tagliate dei rettangoli dai fogli di alga nori e avvolgeteli attorno alla base dell’Onigiri: questo accorgimento vi permetterà di mangiarli senza sporcarvi le mani.
Con l’alga nori che avanza potete creare delle faccine divertenti, così da mettere il buonumore prima ancora di addentarli 🙂




NOTE:
– C’è la possibilità di grigliare gli Onigiri prima di incartarli nell’alga nori. Appoggiateli sulla piastra rovente 3-4 minuti per lato: saranno croccanti e ancora più buoni!! 🙂

SCARICA QUI IL PDF DELLA RICETTA 🙂

Con questa ricetta partecipo all’MT Challenge n°41 “Il riso e le sue cotture”


























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45 Comments

  • Reply manu ela 22 settembre 2014 at 6:58

    Mi hai aperto un mondo. Sappilo. Perché nonostante adori il riso e la cucina giapponese, nonostante abbia un libro molto dettagliato su questa cucina, nonostante ci sbavi su ogni due per tre, non mi sono mai azzardata a provarci. Piena di fisime inutili: ma dove trovo gli ingredienti, ma ci vuole un sacco di tempo, ma ae poi in famiglia non piace…. cavolate. Me lo hai pienamente dimostrato. Basta avere coraggio e fantasia e fare qualche sostuzione, anche gigiona come dici tu ma il fine giustifica i mezzi. Soprattutto basta seguire la tua ricetta. Per le decorazioni di alga meriti una standing ovation. Ciao.

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 17:36

      Manuela, prima di tutto la cucina giapponese è anche una cucina casalinga!
      Gli onigiri ad esempio vengono usati dalle mamme per recuperare gli avanzi di riso e li farciscono con quello che c'è 🙂
      Buttati, vedrai com'è semplice!

  • Reply Nicol - Col kitchen and photos 22 settembre 2014 at 6:59

    Spettacolari.
    Non ho altro da aggiungere!

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 17:37

      Grazie!!! :))

  • Reply Giulietta | Alterkitchen 22 settembre 2014 at 7:07

    Post strepitoso, cara Fede!
    Sono convinta, come te, che l'amore messo nella preparazione dei cibi abbia il potere di cambiarli e renderli più buoni, ma non solo, credo che i piatti siano proprio un veicolo del nostro amore. Spesso quello che non dico a parole lo dico col cibo (forse è una mia turba, eh).

    Per l'anguilla ti capisco.. io non ho problemi con trippe e interiora (beh, con qualcuna sì), ma con tutto ciò che per natura è viscido, in primis le lumache (mie acerrime nemiche anche da vive) e da lì in poi a scendere, fino all'anguilla, che in più è grassissima e mi disgusta, ma prrima o poi le darò un'altra opportunità 🙂

  • Reply Giulietta | Alterkitchen 22 settembre 2014 at 7:10

    M'è scappato il dito prima di finire.. bellissimi i tuoi onigiri! Io non sono una cultrice della cucina giapponese (che mi piace molto, ma che non conoscono nè pratico a dovere, anche dato un colui che non ama alcuna forma di pesce crudo), ma è una cucina ricchissima che mi affascina proprio per la cura che ha del cibo, per i sottotesti che si nascono ad ogni morso o bacchettata.
    Una ricetta bellissima, e i tuoi onigiri gigioni e ridanciani mi piacciono e trovo che ti rappresentino bene.. e , come te, dietro a quella "facciata" nascondono tante sorprese deliziose 🙂

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 17:40

      Ma io quanto ti adoro?? 🙂
      Sono appassionata di tutto ciò che è giapponese da sempre e da sempre cerco di esplorare questa cultura tanto precisa nei suoi riti quanto spassosa con i suoi cibi casalinghi e modi di fare bizzarri! Ne sono decisamente innamorata! 🙂

  • Reply Francy BurroeZucchero 22 settembre 2014 at 8:01

    Tu sei un mito!!!! mi hai veramente setesa con questi good mood onigiri!!!!!! dal nome, alla realizzazione, alle faccine, ai ripieni strepitosi, al passo-passo dettagliato e precisissimo!! insomma, si vede che sono elettrizzata a mille??? 😀 sei una ventata di aria fresca, di simpatia e di pazzia!! grandissima Fede!

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 17:44

      Francy grazie! Dei complimenti così, soprattutto se vengono da te, sono veramente preziosi e li tengo vicini al mio cuoricno! 🙂

  • Reply TataNora Dellavedova 22 settembre 2014 at 8:24

    L'anguilla l'ho assaggiata lo scorso febbraio sul lago Trasimeno. Grigliata. Nonostante il mio cervello insistesse nel ricordarmi che sembra una biscia…l'ho assaggiata…. e MI E' PIACIUTA!!
    Da qui a cucinarla ce ne passa, ma si conferma quanto dissi alla mia dietologa tempo addietro: IO MANGIO DI TUTTO!
    Tornando alla sfida di MTChallenge: BELLISSIMA LA TUA SOLUZIONE!
    Mi hai dato inoltre un'idea (anguilla a parte) per le merende *sane* da dare ad Arc. Se poi riuscissi anche a produrre le faccine che hai fatto tu, credo riuscirei a fargli ingollare anche l'anguilla! 🙂
    Brava Fede e… bravo anche l'Orso che ti ha aiutato nella preparazione (il Martirio si limita a criticare….ma MAGNA!)
    A presto
    Nora

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 17:49

      Come spuntino o merenda sono strepitosi!
      Si potrebbe osare con un bel cuore di nutella 😛

  • Reply Abaya and Heels 22 settembre 2014 at 8:42

    Che bellezza!! e devono essere buonissimi!! ci provero!!

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 17:54

      Altroché se lo sono!!! :)))

  • Reply SaiPiperina 22 settembre 2014 at 8:50

    La tua passione è semplicemente travolgente e coinvolgente … in effetti cucinare per passione e non solo per necessità è ben altra cosa e non passa inosservata… pur non avendo mai assaggiato una tua preparazione, posso dire che l'amore che trasmetti in quello che cucini traspare persino da un pc… e credimi sei alquanto unica in questo… brava, dovresti davvero pensare di farlo diventare il tuo lavoro perché la tua passione ti farebbe aprire porte inimmaginabili … alla prossima

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 17:56

      E tu sei sempre così carina con me! 🙂
      Sento davvero che la cucina per me è una passione enorme, che mi fa perdere il controllo del tempo che passa e mi toglie ogni pensiero!
      Sto pian piano lavorando per andare oltre lo step della passione ma ci vogliono pazienza e perseveranza! 🙂
      Grazie :*

  • Reply acquaviva 22 settembre 2014 at 8:59

    dimmi la verità: ma quanto ti sei divertita in questa forma d'arte creativa e concentrata?! Perchè il tuo cibo racconta di una persona che conosce le asperità della vita e ne fa saggezza invece che tristezza, che conosce gli ostacoli e non bara nell'affrontarli, che coi piccoli piaceri sorridenti da un senso a tutta la massa di cose che da sole un senso non ce l'hanno.
    Lo stiky salmon ed il majo tuna sono intriganti gallate di cui sei giustamente divertita e fiera, ma l'anguilla (per cui ringrazio l'Orso Bruno per lo stimolo morale prima ancora che per il supporto tecnico) è un'apertura cammuffata da fuga che, se riesci davvero a seguire lasciandoti fluire appena oltre il limite che attualmente ti poni, ti porterà in luoghi sorprendentemente interessanti.

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 18:03

      Mi sono divertita come una bambina! Mentre ritagliavo gli occhietti dei miei onigiri ridevo come una scema 🙂
      Mi emoziona sentire che il mio cibo comunica esattamente quello che sono e ne sono davvero molto felice!
      Ho accettato il consiglio dell'Orso Bruno sull'anguilla perché era originale e per certi versi accomuna la terra dove vivo con il Giappone, una vera chicca che spero sposterà i miei limiti come dici tu visto che ho ancora molto da sperimentare e provare 🙂

  • Reply flavia galasso 22 settembre 2014 at 9:20

    I tuoi onigri sono troppo divertenti! Per l'anguilla…beh ….visto che maritozzo ne va matto, ma io come te , non potrei nemmeno comprarla! Ma maritozzo, non ci penserebbe minimamente a pulirla, sfilettarla etc etc, quindi un applauso da standing ovation all?orso Bruno….ma maritozzo l'anguilla se la va a mangiare da sua mamma!! e in ultimo prima di fare una standing ovation anche a te…..la versione "gigiona" ….ah quanto mi piace questa terminologia! Baci

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 18:06

      Sai che io amo i termini tecnici e niente come "gigione" rendeva l'idea! 😀
      bacibaci!

  • Reply Patty 22 settembre 2014 at 10:03

    Sto ridendo ed ho un principio di lacrima alla coda dell'occhio. In particolare ripensando all'anguilla perché ho la tua stessa fobia ed è uno di quegli alimenti che mi rifiuto di mangiare a prescindere. Per il resto il tuo post è fantastico, divertente ed intelligente come te, gli onigiri ti assomigliano e se fosse per me ti farei vincere.
    Un abbraccio mia bella bionda.

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 18:09

      Patty! Ma che tesoro che sei 🙂
      Il tuo riso di oggi era una bomba! Se sapevo che lo preparavi facevo un salto in quel di Siena!
      Un bacione bellezza!

  • Reply Mai 22 settembre 2014 at 12:26

    Cara "onigirense"! Ma quanto mi divertono e mi affascinano le tue ricette e i tuoi post!
    Ti rispecchiano a tal punto che è impossibile non sentirsi felici! Ecco, tu spriggioni felicità!
    E i tuoi onigiri sono fantastici, e scusami se ti dico, che quelli che vorrei assaggiare adesso, sono proprio quelli al'anguilla, anche se scometo che non sono abanzati di nessun tipo!

    besos

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 18:19

      Mai, amica di onigiri!
      Sono felice di riuscire a trasmetterti la mia felicità, è una cosa bellissima!!
      Purtroppo non ne sono avanzati, tesoro! Ma giuro che li rifaccio! :))

  • Reply Chez Denci 22 settembre 2014 at 13:34

    Sono di una simpatia straordinaria tant'è che anticipando i tempi e pensando ad Halloween, potrebbero sembrare dei perfetti fantasmini… per l'anguilla tutta la mia solidarietà, con il vantaggio però che non piace nemmeno a mio marito 🙂
    Debora

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 18:19

      E' vero che assomigliano a fantasmini!!! Per Halloween ce li vedrei ripieni di nutella o…altre cose dolci! 🙂

  • Reply Francesca Frankie 22 settembre 2014 at 15:00

    Ma tu l'hai letto il libro " il ristorante dell'amore ritrovato"? ( Ito Ogawa) se non lo hai fatto, FALLO!
    mi hai fatto venire i brividi con il tuo post, perchè mi hai risvegliato molte emozioni che quel libro mi ha fatto vivere.
    Grazie, complimenti e bravissima Fede, sei una grande!
    un bacio

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 18:27

      Non l'ho mai letto quel libro ma mi stai mettendo molto curiosità! Me lo segno da cercare!! 🙂
      Grazie Frankie, troppo buona! :)))

  • Reply Fabiana Del Nero 22 settembre 2014 at 17:01

    Che gigiona che sei!!!!!!
    E adesso come riconosci dove si nasconde la tua nemica anguilla????
    Pensa un po' se cerchi il tonno od il salmone ed addenti il "pirata" con dentro il boccone d'anguilla?!!!!!
    Ti vorrei vedere, chiaro….prima vorrei vedere l'orso che spella la bestia!!!!!
    Troppo tosta e troppo divertente:))))

    • Reply FedeB 22 settembre 2014 at 18:29

      La mia pasticcina! 😀
      Non ci crederai ma mi sono segnata le faccine degli onigiri con l'anguilla dentro!!! 😀
      Sì..l'Orso all'opera era qualcosa di vagamente paleolitico ma è stato bravissimo e poi ha pure pulito tutto!!!!! 🙂
      Ciao tesoro!

  • Reply ๓คקเ 23 settembre 2014 at 6:20

    Finalmente riesco a commentare! Ieri sera il tablet non mi faceva commentare i blog!
    É verissimo che la cucina riflette la personalità del cuoco, e infatti la tua è come te: allegra solare, ironica, divertente, scanzonata e maledettamente perfetta nella tecnica, fin nei minimi dettagli.
    Questi onigiri sono la fine del mondo, perfetti in ogni dettaglio, con ripieni da urlo (io l'anguilla non la pulirei, ma se me la presentano sfilettata e spellata la mangio, benché sia troppo grassa per i miei gusti) e deliziosi nella decorazione.
    E tu sei bravissima… quante volte te lo dirò ancora?

    • Reply FedeB 23 settembre 2014 at 19:12

      Mapi, ti risponde come sempre: la mia presunta bravura impallidisce se messa a confronto con la tua!!!
      Ti posso assicurare che i due ripieni gigioni erano da urlo!!! :))
      Quasi quasi li inserisco nella mia routine di pranzi da ufficio perché sono perfetti!
      :*

  • Reply Profumo di Cannella 23 settembre 2014 at 11:14

    Premetto che adoro l'onigiri… ma a partire dalla ricetta, a finire alla meravigliosa presentazione che sembra uscita da un manga, sono rimasta entusiasta e senza parole!

    • Reply FedeB 23 settembre 2014 at 19:13

      Grazie!!! :)))

  • Reply Murzillo Saporito 23 settembre 2014 at 15:11

    Ecco, mi é venuta in mente Lamú, il cartone, te lo ricordi?
    Ma sono arancini giapponesi….sono bellissimi, poi con le facce!
    Condivido con te il raccapriccio per l'anguilla. Ogni Natale per me é una "botta in fronte" cercare di evitare i vari "assaggia".
    Comunque fantastica Fede!!!!

    • Reply FedeB 23 settembre 2014 at 19:14

      Wow Lamù la adoroooo!!!! :)))
      Ho usato esattamente l'affermazione "arancini giapponesi" per spiegare a mia mamma cos'erano 😀

      Ciao tesoro! 🙂

  • Reply Elisa 24 settembre 2014 at 8:14

    Sono fantastici Fede, sei troppo forte! 😀 Il ripieno gigione ahahah!

    • Reply FedeB 24 settembre 2014 at 11:28

      Grazie tesoro! :*

  • Reply mari ►☼◄ lasagnapazza 24 settembre 2014 at 10:03

    No, vabbè, è da giorni che penso ai tuoi onigiri, secondo me dovresti brevettarli, faresti soldi a palate. Sono simpaticissimi, non so come tu abbia fatto a ridurre a pezzettini così piccoli l'alga nori, e poi appiccicarla pure!
    Ma tutto ciò non dovrebbe fare passare in secondo piano la scelta dei tuoi ingredienti che fa di questi onigiri, oltre che qualcosa di bello da vedere, sicuramente anche qualcosa di molto buono da mangiare 🙂

    • Reply FedeB 24 settembre 2014 at 11:29

      Mari!!! :)))
      Dovevi vedermi con la mia forbice a ritagliare l'alga! Mamma che impresa!!
      Però ne è valsa la pena! Mi fanno sorridere ogni volta che li vedo!! :))

  • Reply veronica 24 settembre 2014 at 13:57

    sono una favola ma mi sa cche so come consumare le altre alghe che ho faccio divertire i bambini uhmmmm che bontà complimenti

    • Reply FedeB 24 settembre 2014 at 17:26

      si divertiranno di sicuro!! :))
      Ciao Veronica!! 🙂

  • Reply Mila 25 settembre 2014 at 7:32

    Ma che carini, non riuscirei a mangiarli per paura di rovinarli!!!! Bravissima

    • Reply FedeB 28 settembre 2014 at 17:01

      E invece sono tutti da addentare!!! :)))

  • Reply Alessandra Gennaro 26 settembre 2014 at 9:03

    Leggendo questo post, mi veniva in mente il mio amato Dante, con il suo "qui si parrà la tua nobilitate". Al quale tu avresti risposto con il più moderno "quando il gioco si fa duro".
    Ma quale che sia la forma , il concetto è quello: che nelle gare difficili, e questa lo è, vengon fuori le eccellenze.
    anche con l'aspetto di onigiri vestiti da Puffi nipponici 😉
    ti ci vedrò, su quel podio, prima o poi…

    • Reply FedeB 28 settembre 2014 at 17:04

      macché podio! Io gioco per divertirmi!! 😀 😛

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