Pane, Pizza, Brioche & Croissant, Piatti Unici, Secondi piatti

L’apprendista foodblogger – Un magnifico pranzo greco

26 marzo 2014

A seguito di un articolo letto qualche giorno fa sul sito dell’Associazione Italiana Foodblogger ho deciso di descrivere, nel mio piccolo, cosa c’è dietro le quinte di questo mio diario di esperimenti in cucina e con la macchina fotografica.
Sono un’apprendista foodblogger da fine ottobre 2013. 
Ho deciso di cominciare questo cammino perché cucinare mi piace da morire e alla lunga ho sentito il bisogno di avere uno spazio tutto mio dove scrivere le ricette che provo completando il tutto con delle foto.
Ma che lavoro c’è dietro uno dei miei post? Ve lo racconto prendendo ad esempio la ricetta di oggi! 🙂
Il mio “processo creativo” (oddio che parolone! 😀 ) inizia di giovedì sera quando rovisto fra appunti, internet, libri e memoria personale per cercare un paio di ricette che ritengo interessanti da appuntare sul mio blog.
Finita la ricerca comincio ad organizzarmi con le preparazioni, stimo quanto tempo ci potrei mettere, preparo la lista della spesa e nella mia testa comincio già a pensare come fotografare il risultato dei miei amorevoli sforzi.
Venerdì sera. Fuga dall’ufficio, corsa al supermercato con buco del muro del suono (sì, bello il mercato, bella la verdura allo stato brado ecc ecc però sarebbe bello anche riuscire ad andarci a sto beato mercato visto che dalle mie parti lo fanno solo di mattina!!), spesa a velocità record e ritorno casa.
Impasto il pane pita su un angolo di tavolo visto che, proprio in quel momento, l’Orso Bruno mi sta montando il tanto desiderato tubo aspirante per la cappa del fornello e tutto il piano della cucina era impraticabile. 
Oddio! I surgelati, non li ho ancora messi via! – risolvo in tempo zero e, fin che l’impasto di prima lievita, taglio a cubetti il petto di pollo e lo metto a marinare in frigo.
Poco dopo sistemo in frigo anche lo yogurt per la salsa tzatziki nel suo bel colino foderato di carta assorbente dentro una ciotola.
Riprendo l’impasto e formo i pani pita, lascio lievitare ancora un po’ mettendogli fretta con uno sguardo assassino 😛
Suona il citofono, oddio! Il mio amico è già passato a prendermi per la baldoria serale!
Per fortuna è un cuoco così lo assoldo subito per aiutarmi a imbustare i pani pita bollenti.
Sistemo il sistemabile e, sicura che anche i ladri avrebbero paura ad entrarmi in casa con tutta quella confusione, me ne vado a fare la mia bella serata tra amici!
Sabato mattina. Ho passato una serata fantastica e me lo ricorda il mio cerchio alla testa! 😀
Finisco di preparare gli spiedini, faccio la salsa tzatziki e comincio a pensare a come fotografare il tutto. 
Ok, il tempo è decente: fotografiamo in giardino!
Ultimamente ho una passione esagerata per le foto “in pianta” quindi oggi fotograferò così!
Parentesi fotografica: non so niente di fotografia e compongo i set a mio gusto personale. Ho scoperto la settimana scorsa cos’è la “regola dei tre quarti” e a momenti non ho dormito la notte visto che per anni ho pensato che bastasse fotografare il soggetto a sinistra o a destra della foto quindi a “tre quarti” dell’inquadratura. Abbiate pietà di me, cerco di inserire nel blog anche una mia piccola crescita come fotografa, fra poco farò un micro-corso di fotografia personalizzato e mi redimerò!!

Quando in cucina è tutto pronto, preparo un po’ di cianfrusaglie che potrebbero essermi utili per creare un set in giardino e parto all’avventura.
Tra le varie cose, accumulate nel retro del giardino, trovo un asse vecchia di cent’anni e decido seduta stante che dopo una spolverata sarà la base del set, la appoggio per terra e proprio in quel momento mi accorgo del pericolo numero 1: BILL.

Mi sta correndo dietro come un pazzo, ettecredo! Puzzo di aglio e di pollo alla piastra!
Come sono fashion le apprendiste foodblogger eh? 😀
Abbarbico il mio mitico cavalletto fotografico cinese da 20€ (giuro che se diventerò famosa non me ne sbarazzerò! Abbiamo vissuto troppe avventure assieme!! 😀 ) con due gambe su un muretto e la gamba rimanente sull’erba del giardino per creare una perfetta pendenza, fatevela una risata vi prego che io sto morendo a ripensarmi!
Provo un’inquadratura, ok ci siamo!
Allestisco tutto il set con le cose preparate e qualche gingillo verde e giallo (vedi limone e aneto) che mi davano allegria, mi giro un attimo ed ecco l’attacco: Bill con il testone dentro gli spiedini (saranno felici i miei tester di saperlo così 😀 )!
Lo sgrido allontanandolo e lui mi guarda malissimo come per dire “Scusa, è per terra quindi è mio, cacchio vuoi?? Sei tu la pazza sai??”.
Faccio i miei agognati scatti e succede una cosa bellissima: mi emoziono!
Mi emoziono perché tutte le mie corse, i miei sforzi e il mio impegno sono collimati in una foto che mi piace da morire e che mi rende orgogliosa.
E’ questa la moneta con cui mi ripaga questo blog: la continua soddisfazione di me stessa e l’orgoglio che provo quando vedo che tutte le mie fatiche portano a dei miglioramenti.

Lunedì e ieri sera ho scaricato le foto, ho scelto quelle che mi sembravano più belle, le ho marchiate “Blonde Femme” (che sia mai che qualche poveretto decida di copiarle spacciandole per sue), ho scritto questo racconto, le ricette,  ho fatto le note e ho creato il PDF da scaricare per voi in modo da farvi avere subito comode da stampare le ricette.
Adesso sveglio l’Orso Bruno e gli faccio leggere tutto così trova gli ultimi errori e mi aiuta a rendere leggibili i passaggi più arzigogolati. Poi ci siamo: andiamo in onda! 🙂
UN MAGNIFICO PRANZO GRECO




PITA PER SOUVLAKI da “La cucina di Vefa” di Vefa Alexiadou (casa editrice Phaidon)


Ingredienti: per sei pani pita
350g di farina
1 cucchiaino di sale [circa 5 grammi]
un cucchiaino di lievito di birra secco [3 grammi]
due cucchiaini di zucchero [circa 5 grammi]
2 cucchiai di olio d’oliva più l’olio per spennellare
175ml di acqua tiepida
farina di mais, per infarinare

Riunite la farina, il sale, il lievito e lo zucchero in una ciotola capiente, unite l’olio e l’acqua e amalgamate delicatamente finché l’impasto non si stacca dalle pareti della ciotola.
Lasciate lievitare in un luogo tiepido per 30 minuti.
Dividete l’impasto in 6 parti e stendetelo in dischi di 20cm di diametro e spessi 5mm.
Spolverateli leggermente con la farina di mais, copriteli e lasciateli lievitare per 5 minuti.
Incidete una croce sulla superficie dei dischi con una forchetta o una rotella tagliapasta, stando attenti a non tagliare l’impasto fino in fondo.
Spennellate di olio una padella anti-aderente a fondo spesso e cuocetevi le pita a fuoco vivo 3 minuti per lato, finché non si sono scurite in vari punti ma non sono del tutto cotte.
Toglietele dalla padella e chiudetele subito in sacchetti per alimenti, eliminando l’aria per tenerle umide. Lasciate raffreddare.
Al momento di servire passate le pita sotto il grill, scaldatele nel forno caldo oppure friggetele.

NOTE:
– per quanto riguarda la farina ho messo 200g di “00” e 150g di manitoba.
– usate il vostro migliore olio extravergine d’oliva, sentirete che differenza e che bontà!
– quando l’impasto si stacca dalle pareti della ciotola, date un’impastatina di un paio di minuti.
– ho cotto ogni pita sulla piastra, potete farlo anche sul barbecue!
– a me è bastato un minuto di cottura per lato, 3 minuti per lato come scritto nella ricetta erano decisamente troppi quindi controllate a vista! 😉
– la ricetta è semplice e viene al primo colpo, quindi:

RICETTA PROMOSSA!



TZATZIKI da “La cucina di Vefa” di Vefa Alexiadou (casa editrice Phaidon)


Ingredienti: per 600ml
750ml di yogurt naturale (vedi NOTE)
1 cetriolo lungo e sottile, sbucciato e grattugiato
3-4 spicchi d’aglio tritati finemente
un quarto di cucchiaino di sale
3-4 cucchiai di olio d’oliva
3 cucchiai di aneto fresco, tritato finemente

Mettete lo yogurt in un colino rivestito di garza o con doppio strato di carta assorbente e lasciatelo filtrare in frigorifero, su una ciotola, per circa 6 ore.
Trascorso questo tempo trasferite la crema di yogurt in una ciotola e unitevi il cetriolo, l’aglio, il sale e l’olio.
Coprite e mettete in frigo fino al momento dell’uso.
Servite il tzatziki in una ciotola bassa, cosparso di aneto.
Ottimo con pane, crackers, verdure fritte, polpette o verdure crude.


NOTE:
– ho usato lo yogurt greco Fage, che ritengo il migliore in commercio. L’ho lasciato scolare tutta la notte come indicato nella ricetta ma praticamente non ha perso liquidi, decidete voi se saltare il passaggio o provare comunque a farlo, soprattutto se usate yogurt greco di altre marche 😉
– regolate l’aglio a vostro piacimento, io di solito metto mezzo spicchio grattugiato per ogni vasetto di yogurt, quindi ogni 170g.
– dopo aver grattugiato il cetriolo (con la grattugia della carota per capirci), l’ho tamponato con un po’ di carta assorbente perché altrimenti rilascia la sua acqua nella salsa e personalmente non mi piace che accada.
– l’aneto se non lo trovate potete ometterlo ma se ce l’avete vi garantisco che darà una svolta aromatica incredibile alla salsa!
– fate pure metà delle dosi indicate, ne viene per un reggimento 🙂
– usate il tzatziki per un pinzimonio diverso o con i crackers….uno tira l’altro!!!! E ve lo devo dire quanto è buono con le patatine fritte?? Meglio di no, vi rovinerei la dieta! 😀
– i miei accorgimenti sono solo consigli che vi do per migliorare la salsa, seguendo le indicazioni dell’autrice viene comunque tutto benissimo, quindi:


RICETTA PROMOSSA!



SOUVLAKI DI POLLO da “La cucina di Vefa” di Vefa Alexiadou (casa editrice Phaidon)


Ingredienti: per 4 persone
800g di petto di pollo, spellati, disossati e tagliati a cubetti di 2,5cm di lato
un pizzico di origano, più l’origano per spolverizzare
2-3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
2 cipolle tagliate in quattro parti (facoltative)
2 peperoni verdi privati dei semi e tagliati a cubetti di 2,5cm di lato (facoltativi)
1-2 cucchiai di succo di limone appena spremuto
sale e pepe

Sistemate il pollo in una ciotola grande, unite l’origano e l’olio, salate, pepate e mescolate bene.
Coprite e fate marinare in frigorifero per 6 ore o tutta la notte, mescolando di tanto in tanto.
Preriscaldate il grill o preparate la brace.
Scolate la carne e infilatela sugli spiedini alternata a pezzi di cipolla e peperone, se li usate.
Mettete l’olio in un vasetto di vetro con il tappo a vite, unite il succo di limone, chiudete e agitate energicamente per emulsionare, quindi spennellate i souvlaki.
Cuocete gli spiedini alla brace o al grill per 10-15 minuti, girandoli due volte e spennellando spesso con l’emulsione, finché la carne è cotta (non lasciate troppo sul fuoco: la carne magra tende a seccarsi!).
Aggiustate di sale, spolverizzate con origano e servite subito con pita e tzatziki.

NOTE:
– con queste dosi vengono 8 spiedini come quelli in foto, se mettete cipolle e peperoni potreste ottenerne anche il doppio!
– se usate la cipolla vi consiglio di tagliarla in 8 parti e non in 4, come indicato nella ricetta, per ottenere una buona cottura della cipolla che altrimenti resterebbe quasi cruda.
– i miei spiedini di solo pollo si sono cotti in 12-13 minuti, li ho fatti alla piastra. Ovviamente alla griglia o sul barbecue saranno ancora più buoni! 
– tenete presente questi souvlaki di pollo come pezzo da aggiungere alle vostre grigliate estive in compagnia, conquisterete tutti!
– la marinata rende la carne di pollo morbidissima e succulenta, vi sembrerà di non aver mai mangiato un petto di pollo così buono!
– come vedete le mie note sono più che altro consigli, le indicazioni della ricetta sono ottime quindi:


RICETTA PROMOSSA!

NOTE generali sul libro “La Cucina di Vefa”:
– Consiglio questo librone a chi è innamorato della cucina greca che, al pari di quella italiana (se non di più), parla di mediterraneità, di pesce fresco, carne succulenta, deliziosi dolci pieni di frutta secca e miele, verdure di stagione e grandi tradizioni. 
– Le ricette sono così tante da sembrare infinite, infatti la maggior parte è senza fotografia (sarebbe stato impossibile fotografarle tutte, davvero), ogni ricetta ha indicazioni dei tempi di cottura e di esecuzione oltre che delle porzioni. 
– Consiglio questo libro a chi sa destreggiarsi almeno un po’ in cucina perché non tutte le ricette risultano precise e talvolta si deve ricorrere a degli accorgimenti sugli ingredienti oppure si devono diminuire o allungare i tempi di cottura, cose che chi ha un po’ di mano in cucina riesce a fare senza troppi problemi 😉
– Per la maggior parte gli ingredienti sono facilmente reperibili essendo la cucina greca una cucina mediterranea come la nostra, sono poche le ricette che contengono ingredienti introvabili (formaggi particolari ad esempio) ma, secondo me, valeva la pena includerle in questo magnifico manuale di cucina perché fanno parte della tradizione greca.




Partecipo con queste ricette alla raccolta dello Starbook Redone di Marzo!











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16 Comments

  • Reply Araba Felice 26 marzo 2014 at 7:21

    Dura la vita della foodblogger 😀 diciamo che molti punti credo siano comuni a tutte…;)
    Il tuo pericolo numero 1 è stupendo!!!
    Ed in bocca al lupo 😉

    • Reply FedeB 26 marzo 2014 at 19:13

      Una vita di sacrifici guarda 😛
      Grazie!!! :))

  • Reply Anna Luisa e Fabio 26 marzo 2014 at 18:02

    Come sempre si apprezza poco il lavoro fatto guardando solo il risultato finale. Invece noi lo sappiamo che dietro ogni singolo post, dietro ogni singola fotografia c'è un bel lavoro. Anche io, a parte le foto, dò un'occhiata finale al testo, non si sa mai! Bella ricetta e bel racconto.

    Fabio
    (P.S. è la regola dei terzi :-D)

    • Reply FedeB 26 marzo 2014 at 19:15

      Ciao Fabio!!!
      Ecco, fa conto te come son messa con la regola "dei tre quarti" che è quella dei terzi 😀
      Qualcuno mi aiutiiii!!!!!!

  • Reply Annarita Rossi 26 marzo 2014 at 19:19

    Io Vefa me la sposerei pensa un pò tu…per me non è promossa è già laureata. Vedo che anche per te quello della fblogger è un lavoraccio…non ti dico dove ho il mio set fotografico, d'altronde in inverno la luce c'è solo lì, meno male che non sente il rumore dello sciacquone nelle foto!!!! ora però ritornerò in giardino per buona pace dei vicini che da anni si chiedono cosa faccia. Un bacione bella.

    • Reply FedeB 27 marzo 2014 at 11:41

      Annarita, io idem: amo Vefa e amo questo librone enorme! Ogni volta che lo apro mi sento in vacanza e vorrei avere un giorno intero per poter provare alcune delle ricette più lunghe!
      La storia del set fotografico in bagno mi fa morire 😀 Ci ho provato pure io una volta e ne sono rimasta discretamente soddisfatta 😀
      Tieni presente che quando ho scattato le foto di questo post avevo una folla di curiosa composta da: mamma, papà, e due arzille vicine!
      Ciao bellezza!!

  • Reply cristina b. 27 marzo 2014 at 20:26

    post fantastico e sì… dura la vita della foodblogger!! però quanto ci si diverte?!?
    grazie per aver partecipato anche questa volta!!!!

    • Reply FedeB 28 marzo 2014 at 12:01

      Io mi diverto un mondissimo!!!! :)))
      E' sempre un piacere partecipare! Ciao Cri!! 🙂

  • Reply Giulietta | Alterkitchen 31 marzo 2014 at 7:23

    Leggo solo ora (la mia vita da foodblogger comprende una palata di ritardo su tutti i post -tutti, eh.. sono democratica) di questo tuo bellissimo pranzo greco..
    Il tuo pericolo n. 1 lo conosco: il mio è un po' più piccino e tutto bianco, ma il rischio rimane.
    Bellissimo post, che fa capire tanto dei drammi quotidiani e delle grandi soddisfazioni che viviamo.

    E, visto che arrivo in ritardo, posso permettermi le congratulazioni per la vittoria dello Starbooks!! Brava, assolutamente meritato!!

    • Reply FedeB 31 marzo 2014 at 19:06

      Grazie Giulia!!! 😀
      Bill ha tentato anche sabato di banchettare sul mio set!!! Non riesce a trattenersi!! 😀

  • Reply Dany 31 marzo 2014 at 9:28

    congratulazioni!! spassosissimo post!!!

    • Reply FedeB 31 marzo 2014 at 19:06

      Grazie Dany!!!! 😀

  • Reply la signorina pici e castagne 1 aprile 2014 at 9:40

    first of all. Hai preso le ricette da un libro che io semplicemente a-d-o-r-o. é bello, grande, ci son foto ma non troppe, ricco di ricette infallibili…..
    il tuo weekend da Super Fede un pranzo così se lo merita tutto!!!!!
    Bacione!

    • Reply FedeB 1 aprile 2014 at 11:34

      Guarda, adoro "La cucina di Vefa" proprio per gli stessi tuoi motivi: è ciccione, pieno di ricette e con delle foto senza fronzoli!
      Ogni volta che lo vedo in libreria semplicemente sorrido! 🙂

      Ciao bellezza!

  • Reply Ale only kitchen 3 aprile 2014 at 7:46

    Io amo questo tomo, è stato un colpo di fulmine, ma di quelli che durano nel tempo… E tu, "apprendista foodblogger", hai fatto un lavoro stupendo!!!
    Fede, hai già provato le frittelle di zucchine con il tzatziki e il pane all'orzo …? Sono buonissimi… :)))D Li avevo provati per lo starbook e li ho rifatti diverse volte: http://aleonlykitchen.blogspot.it/2012/06/lestate-e-alle-porte-secondo-il.html. Mi saprai dire 😉
    Un abbraccio

    • Reply FedeB 3 aprile 2014 at 16:31

      Sì sì anch'io lo adoro, ogni volta che lo sfoglio è una gioia!
      Ho dato un'occhiata stamattina alle frittelle di zucchine con il tzatziki…da svenire! SVE-NI-RE!
      Le proverò senza ombra di dubbio!!! Grazie Ale!!! :))))

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