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Tornare al lavoro dopo la maternità: perché mi è piaciuto

19 settembre 2017

Com’è stato tornare al lavoro dopo la maternità? Dopo un anno di maternità, per la precisione.
Strano, quasi irreale per i primi giorni.

Mi sono stati passati tanti link da leggere per prepararmi a questo avvenimento ma non mi sono mai trovata completamente d’accordo con nessuno di essi: troppo piagnoni, troppi lamenti, troppo romantici, intrisi di quelle frasi strappalacrime che a me strappano solo…i maroni 🙂

Per questo ho deciso di aggiungere anche la mia esperienza di rientro al lavoro, vissuta alla mia maniera, con lo spirito cazzaro che mi contraddistingue e con qualche riflessione che mi è venuta spontanea durante questo anno trascorso a casa con Massimo.

Prima di cominciare vorrei fare una premessa importante e soprattutto PERSONALE: siano maledetti quei datori di lavoro che obbligano le madri, magari con minacce velate, a rientrare in ufficio una volta terminata la maternità obbligatoria (e quindi ai 3-4 mesi del bambino). Il distacco è prematuro per entrambi e le celebri 2 ore di allattamento, che vengono date fino al compimento dell’anno del bimbo, sono a dir poco una cazzata all’italiana.
Da una parte si otterrà una mamma che tornerà al lavoro stressata, piena di pensieri, sensi di colpa e con le tette che scoppiano per il latte e dall’altra ci sarà un bambino che crescerà credendo che la nonna (o la maestra del nido) sia sua madre.

Io, invece, ho avuto una fortuna notevole e un direttore generale che, nonostante mille impegni, si è prodigato affinché potessi avere un part-time a 6 ore (8:00-14:00). E’ stata una mossa umana e molto intelligente: ha ottenuto un’impiegata felice, infinitamente grata ed entusiasta di venire al lavoro ogni mattina perché sa di avere anche il tempo sufficiente per seguire suo figlio.

 

Sono felice di essere tornata al lavoro perché mi sono goduta mio figlio a tutto tondo per 10 mesi, quasi 24 ore al giorno, ma sentivo il bisogno di fare anche altro. E’ un bisogno che si è insinuato piano piano, le prime avvisaglie le ho avute quando Massimo ha compiuto otto mesi, mangiava pasta col ragù e voleva “camminare” aggrappandosi alle mie mani; ho scritto su Whatsapp alla mia collega “Sai, non ci credo neanch’io ma mi sta salendo una voglia di tornare in ufficio che non credevo possibile!” la risposta non la ricordo ma so che conteneva soprattutto “ahahahaahhahaah”…chissà perché?! 😀

Non so come spiegarlo ma da un giorno all’altro ho avuto un incredibile bisogno di tornare in ufficio.
IO.
Io che all’ufficio ho sempre preferito la febbre e il cagotto.
Com’è possibile?

E’ possibile eccome! Mio Dio siamo umane!!
Abbiamo bisogno di sostenere un dialogo che sia più di “bubusetteteeee!”, necessitiamo di qualche ora senza cambi di pannolini-cambi di vestitini-oddio l’ho appena cambiato e ha fatto la cacca-che bello si sta spalmando la pappa sui capelli.

Tornando in ufficio ho anche imparato a non avere sensi di colpa verso mio figlio: il fatto che non passi tutte le 24 ore di un giorno assieme a lui non significa che io sia una madre meno brava di altre, anzi! Stare qualche ora in ufficio mi fa desiderare di rivedere Massimo con tutto il cuore e mi fa venir voglia di giocare con lui fregandomene di tutto il resto.
Quando lo vado a prendere all’asilo nido sento le farfalline nello stomaco come se stessi per incontrare il mio principe azzurro, solo che Massimo non ha il cavallo (neanche quello a dondolo), quando ride di riflesso fa le puzzette e ha il naso che gocciola 😀

E non potrei desiderare di più!!!

 

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7 Comments

  • Reply Elisa Baker 19 settembre 2017 at 8:53

    Meraviglioso questo post…. vorrei fossero tante ma tante tantissime mamma, neo mamme e vintage mamme a leggerlo, perché è la giusta prospettiva …cavoli!! E pensa che anche Massimo quando ti rivede è stra felice! Buona la prima Cleme!

  • Reply Gaia 19 settembre 2017 at 8:58

    E comunque le GIF sono buffissime!!

  • Reply Saparunda 19 settembre 2017 at 9:57

    Io sono dovuta tornare a lavoro dopo 15 giorni dal parto ma solo perché gli Dei mi hanno condannato alla partita iva, altrimenti mi sarei goduta una bella maternità a casa.
    Tuttavia potendo disporre degli appuntamenti come meglio credevo ( e lo faccio tutt’ora) non sono mai stata fuori per più di due ore/due ore e mezza, quindi per la maggior parte del tempo sto con Greta. Senza contare che ora vuole stare solo con me e il papà… e se anche il papà lavora in quelle ore io devo portarmela.
    Concordo con te su tutto. Siamo umane. E abbiamo bisogno di staccare.

    E nonostante tutto…. bubuuuuseettttteeeeteeee! 🙂

  • Reply luciano 24 settembre 2017 at 19:59

    per vivere 6 ore dentro quell’ufficio paradossale, molta gente pagherebbe… o no? ahahah…

  • Reply Cristiana Di Paola 26 settembre 2017 at 22:27

    Cazzarola ed io che speravo fossi diventata una pancina mangiaplacenta sezione dipendente. Mi deludi

  • Reply Cristiana Di Paola 26 settembre 2017 at 22:28

    Suzione… Suzione cacchio t9

  • Reply caris 14 ottobre 2017 at 21:42

    che bello fede. ma bello bello. <3

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