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Macaron di Pierre Hermé vs Maccheronici Macaron

23 gennaio 2017

Il mio linguaggio colorito è ben noto fra i miei amici e conoscenti, fa parte di me, mi viene naturale!
Mentre scrivo sul blog tento sempre di darmi un contegno per voi, miei amati fans, ma stavolta devo eliminare tutti i filtri per farvi capire la grande avventura che ho vissuto per produrre i quattro macaron squinternati che vedrete in foto 😀

Venerdì con un atto di coraggio, nel giro di un’ora, preparo nell’ordine:
– la crème onctueuse al cioccolato al latte di Michalak;
– il caramello alla banana di Felder;
– la gelée al frutto della passione;
– raspberry fizz.

Qui, cara Ilaria, merito il premio “imbecille del mese” visto che per il mitico “Raspberry fizz” (ricetta di Fabiana e ingredienti dettati da Eleonora) ho dovuto cercare lamponi essiccati in un bosco di…Kellog’s ahahahahahaahah!!!

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Mi sento fighissima perché, nella mia testa, il peggio è andato.
“Bene, ora rimangono solo i macaron!” mi son detta, “certo che quella crema di Michalak mi pare molle…boh…lui dice che dopo il riposo è perfetta per la sac a poche: guarda sei così figo che mi fido ciecamente!”.

Sabato scrivo tutta la parte peggiore del post: il procedimento!
C’è da dire che a furia di leggerlo, poi, sono andata a memoria nell’esecuzione ed è stata una mossa vincente…una delle poche ahahhahahah!

Alle 17 del sabato Massimo canta in giro per casa, Alberto corre a prendermi un mango: basta non aspetto più! Mi lancio e comincio a preparare i macaron!
Non scherzo quando dico che partire per l’Islanda in moto è stato emotivamente più semplice, così scarico l’ansia disegnandomi il template per fare macaron perfetti.

template

Dopo questa prodezza ottengo due cose: un template che sembra fatto da mia nonna mentre va sulla cyclette e il fondo di un bicchiere da birra piccola scarabocchiato di indelebile. Me la rido con le mie solite compagne di chat, Flavia e Cristiana. Cristiana ad ogni mio messaggio risponde che sta facendo macaron…io credo che ne abbia sfornati circa 1743 ma nemmeno lei ha idea di dove siano finiti.

Per colorare i miei macaron ho scelto due coloranti in polvere: uno arancione e uno marrone.
Ovviamente il colorante in polvere era caldamente sconsigliato da Ilaria ma io sono una donna coraggiosa, una che appena riceve un consiglio mirato sente il bisogno di fare il contrario.

Una colorazione, quella marrone, l’ho anche centrata. Gli altri macaron mi sono diventati rossi: provavano già vergogna, probabilmente, per come li avevo “pochati”.

Allo step del croutage camminavo in cucina scuotendo la testa sfiduciata.
“Chissà se sono giusti. Chissà cosa faranno in forno. Ma il collare di bollicine lo devono fare ora o in forno? Maya non annusarli!!!!!”.
Poi c’è il momento in cui diventi una mamma fiera dei tuoi piccolini: quando in forno spuntano quelle dannate bollicine e il collare diventa stupendo, i macaron si gonfiano. Li trovi stupendi e ti senti figa da morire. Li mandi affanculo tutti quei pasticceri francesi con la puzza sotto al naso. TUTTI!!!! “Tiè ce l’ho fatta anch’io puzzoni!!!”

La seconda infornata è andata malissimo. Gli dei protettori dei pasticceri francesi mi hanno punita: i collari dei macaron erano tutti svergoli, crescevano a caso. “Cioè non so, dovevate per forza fare gli stronzi così???”.
Sì. Ho parlato con i macaron. Mio marito può dirvi anche della volta che ho dato delle poco di buono a delle polpette.

“Bon dai. Il peggio è andato: hai dei gusci. Vai con la farcitura!”

Ricordate quando, poco fa, dicevo che dei figoni come Michalak bisogna fidarsi? Ecco. NO!
Non fatevi convincere da quell’espressione da orsetto abbracciatutti!!!
La creme onctueuse colava ovunque, e quel che è peggio è che la mitica Merigreis me l’aveva detto che pure a lei era risultata troppo liquida. Ma io nooooo!!!! Mi fido di quel puzzone tenerone stronzone figone! Brava scema.
E pensare che l’abbinamento del passion fruit con il cioccolato al latte era qualcosa che ti rapiva completamente e ti portava in mondi migliori…

farcitura 1

Figa la gelatina eh?? 😀

Per fortuna avevo della ganache al cioccolato fondente avanzata dall’ultima “Fuckin’ Sacher“!!! Non era quello che volevo ma in qualche modo dovevo pur uscire da quel momento di odio, terrore e raccapriccio! 😀

Faccio un errore madornale: assaggio subito. Corro nella chat con Cristiana e Flavia e scrivo che “basta, sono orrendi, sono troppo cotti, non mi piacciono e poi quel deficiente di Michalak. Ma vavangulo!!!!”. Cristiana mi dice che sta facendo altri macaron perché gli altri son stati mangiati (ahahahahahaha), Flavia mi calma elencandomi una serie di cose che non ricordo ahahahahah 😀

Sbatto i macaron in frigo e addormento Massimo che dopo 34 secondi si sveglia. Lo tengo in braccio per consolarlo e calmarlo (ha il momento dell’abbandono, se non ci sono pensa che io sia morta o volata in Argentina a farmi una nuova vita). Alberto mi dice “Farcisco io i macaron rossi!”. Sì ti prego, evitami quest’ultima pena.

farcitura 2

Vado a letto veramente abbacchiata. “Ho fatto i macaron. Tutti si son ricreduti e ora mi tocca dire alla Ilaria che a me hanno fatto schifo. No, non posso. Ma poi lei odia le bugie, devo dirglielo che non mi son piaciuti…..zzzzzzz…”

Stamattina apro il frigo, tiro fuori un macaron marrone e uno rosso. Li faccio riposare cinque minuti, addento. PARADISO. Una bontà.
Il caramello alla banana col mango è da rotolare per terra in preda alla goduria sfrenata mentre si dicono frasi senza senso. Il cioccolato col passion fruit è da balletto improvvisato con tanto di mossa della scossa anni ’90.

Amati fans, ci sono due morali a questa favola. Anzi tre!

1 – Non fidarti di un pasticciere francese solo perché ha la faccia da orsetto abbracciatutti;
2 – La cosa dei riposi in frigo è vera. Un macaron dopo una notte in frigo cambia completamente: da orrendo diventa buonissimo.
3 – Le chat con le amiche mentre fai brainstorming ed esecuzione della ricetta MTChallenge del mese è una delle cose più spassose che io possa concepire. Ne uscirebbe un libro per gente che vuole uscire dalla depressione. Sono una serie di momenti in cui ci si spacca dal ridere perché, nonostante la serietà della sfida, di volta in volta ci prendiamo in giro e ci sproniamo a vicenda per eseguire tutto al meglio delle nostre capacità. E lo dico ANCHE A VOI che avete rinunciato alla sfida di questo mese a priori “perché i macaron li odio e sono difficili”. Ma va vaaaa!!!! Che se li ha fatti una cretinetty come me li fa anche Dodò dell’Albero Azzurro (e lui non ha le mani, ha solo le ali) 😀

Insomma Ilaria, io mi sono divertita. Mi sono ricreduta. Non ti devo raccontare bugie perché questi macaron erano proprio buoni e il destino ha voluto che quello più buono fosse proprio quello rosso deforme! Sono bellissimi da vedere, da tenere in mano, hanno un sapore di mandorla stupendo che abbinato ai miei ingredienti risultava favoloso. E poi fanno fare un figurone: quando li fai tutti riconoscono finalmente che spacchi i culi in cucina perché i macaron “sono roba da pasticceria”. Quindi grazie a te e a MTChallenge per questa sfida che sembrava una mazzata nei marron e che si è rivelata un successon! Ahahahahaha dopo questa chiudo!!!! 😀

PS: ricordate il “raspberry fizz” e la ricerca del lampone perduto? Ecco, abbinato al macaron marrone era orripilante quindi non se n’è fatto nulla!! 😀

MACARONS di Pierre Hermé

Ulteriori dritte e utilissimi consigli nel bellissimo post di Ilaria

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Partecipo con questa foto al concorso dei premi fotografici

per circa 32-35 macaron

150g zucchero a velo
150g farina di mandorle
110g albumi vecchi di almeno 3 giorni, divisi in due ciotole da 55g l’una

Per lo sciroppo
150g zucchero semolato
50ml di acqua

Per il procedimento andiamo per step. Copio qui, per comodità, l’intero procedimento descritto da Ilaria nel suo blog.

STEP 1 – TPT, tant pour tant

Tostate leggermente la farina di mandorle in forno a 150° per circa 10minuti. Lasciate raffreddare completamente.
Passate al mixer la farina insieme allo zucchero al velo per ottenere  una miscela aerea e impalpabile e passate successivamente al setaccio.

Incorporate i primi 55g di albume crudo al TPT servendovi di una spatola in silicone. E’ necessario amalgamare bene in modo da ottenere una pasta morbida, omogenea e densa.

Se volete aggiungere del colorante, versatelo sugli albumi e mescolate. Poi uniteli al TPT.

STEP 2 – MERINGA ITALIANA

Versate lo zucchero semolato e l’acqua in un tegame dal fondo spesso. Inserite un termometro e cuocete a fuoco medio.  Quando la temperatura arriva a 115° simultaneamente cominciate a montare i rimanenti 55g di albume ad alta velocità. Se, una volta che lo zucchero comincia a bollire, tendesse ad attaccarsi utilizzate un pennello bagnato in acqua fredda e passatelo sui lati (come per il caramello).

Quando il termometro raggiunge i 118° versate lo sciroppo a filo sulla meringa (non ancora completamente montata) avendo cura di farlo scivolare sul lato della ciotola. Continuate a montare per un altro minuto. Poi diminuite la velocità e montate ancora per circa 2-3 minuti o comunque fino a  quando il composto risulterà bello gonfio, lucido e bianchissimo e la temperatura sarà scesa a 40°C: solo a questo punto la meringa sarà pronta per lo step successivo, il macaronage.

Volendo aggiungere del colore può essere fatto anche in questa fase ricordandosi di usare solo coloranti idrosolubili che non smontano gli albumi.

STEP 3 – MACARONAGE

Incorporate inizialmente una piccola quantità di meringa alla pasta di mandorle e mescolate in modo da rendere l’impasto più fluido. Aggiungete la restante meringa usando una spatola in silicone, mescolando dal centro verso i lati esterni e raccogliendo continuamente l’impasto. Quando il composto comincia a diventare lucido fate la prova del MACARONNER, ovvero l’impasto è pronto quando sollevando la spatola ricadrà sulla ciotola formando un “nastro pesante” che ricade molto lentamente nella ciotola.

In questo video, sempre suggerito da Ilaria vengono mostrate bene tutte le fasi, compresa questa del macaronage.

Prima di passare allo STEP 4, prendete il sac-a-poche con bocchetta liscia da 8-10mm, versate una quantità di composto riempendola fino a metà circa. Spremete bene il composto fino alla fine della tasca, questa operazione è molto importante (in generale, non solo per i macaron) perché eviterà la formazione di bolle d’aria. Chiudete con due o tre giri la tasca e fermatela con una molletta.

STEP 4 – POCHAGE 

pochage 1

pochage 2

Fissate con un pochino di impasto i quattro lati del foglio di carta da forno alla teglia.
Tenendo la tasca verticale posizionatevi circa 2 cm sopra la teglia. Iniziate  a formare dei bottoncini di impasto seguendo il vostro template. Spingete la pasta torcendo ogni volta la tasca di un quarto di giro. Continuate sulle altre teglie fino ad esaurimento dell’impasto. Picchiettate delicatamente con la mano il fondo delle teglie in modo da uniformare i macaron ed eliminare eventuali bolle d’aria.

STEP 5 – CROUTAGE

croutage 1 croutage 2

Lasciate riposare i gusci a temperatura ambiente, da 30 minuti a 2-3 ore. Questa operazione è molto importante in quanto serve a creare una pellicola fine, secca e resistente sui gusci, che diventa poi croccante in fase di cottura. L’umidità solleva il guscio senza screpolarlo e alla base si forma il collarino.

Poiché i tempi di croutage possono variare a seconda della temperatura esterna, per verificare che i gusci  siano pronti per essere infornati, sfiorate delicatamente la superficie di un guscio: la pasta non deve incollarsi al dito.

STEP 6 – COTTURA

Infornate a 180°C (forno statico) per i primi 2-3 minuti fino a che si forma il collarino e il macaron si solleva leggermente. Dopodiché abbassate la temperatura a 140-150°C e cuocete per ulteriori 10-12 minuti.
Le temperature e i tempi di cottura sono assolutamente indicativi e dipendono dal proprio forno.

Una volta cotti, togliete la teglia dal forno e fate scivolare il foglio dei macaron su un ripiano fino al completo raffreddamento. E’ importante NON LASCIARE il foglio sulla teglia altrimenti continuerà la cottura.

Staccate i macaron lentamente dal foglio di carta forno  e con l’indice create un piccolo avvallamento che permetterà una farcitura più abbondante. Lasciate i gusci con la parte “piatta” rivolta verso l’alto.

marroni cotti arancioni cotti

I vostri macaron sono pronti per essere farciti.
Oppure potete conservarli in frigorifero fino a 48hs o congelarli.

STEP 7 – FARCITURA

Preparate la farcia, inseritela in un sac à poche e spremetela fino al beccuccio (potete utilizzare sempre lo stesso da 8-10 mm oppure uno leggermente più grande 11-12 mm), in modo da non creare bolle d’aria. Date un doppio giro e chiudete la tasca.

Tenendo la tasca verticale posizionatevi a circa 2 cm dalla teglia. Delicatamente guarnite con una generosa porzione di farcia la metà di gusci, avendo cura di lasciare un bordo di circa 3mm. Assemblate i macaron con i gusci restanti sovrapponendoli a quelli farciti, e premendo molto delicatamente fino a che la farcia non sia ben evidente tra i gusci.

Nel caso in cui decidiate di inserire un elemento o una doppia farcitura, dressate una po’ meno farcia e inserite la seconda o l’elemento al centro di essa. Ricoprite ancora con una goccia della prima farcia, coprite con il secondo guscio e premete gentilmente.

Trasferite i macaron adagiati su un vassoio (possibilmente ricoperto di carta da forno) in frigorifero per circa 24hs. Prima di servire, lasciateli 2hs a temperatura ambiente.

Ed ora, finalmente, entro  in gioco io con i miei abbinamenti!!!!

Macaron marrone con ganache al cioccolato fondente e gelée al frutto della passione 

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Ganache al cioccolato fondente

Ingredienti:
125 ml di panna fresca
150 g di cioccolato fondente, al 70% di cacao

Tritate finemente il cioccolato fondente e mettetelo in una ciotola.
Riscaldate la panna portandola quasi a bollore, poi versatela nella ciotola che contiene il cioccolato tritato e mescolate accuratamente con una frusta per far sciogliere tutto il cioccolato e creare una ganache setosa.
Mettete nel sac a poche e fate raffreddare completamente prima dell’utilizzo.

Gelée al frutto della passione

Ingredienti:
3 frutti della passione
70 ml di acqua
15 g di zucchero
2 g di gelatina in polvere, o l’equivalente in fogli

In un pentolino, portate a bollore l’acqua e lo zucchero. Aggiungete, poi, la polpa con i semi del frutto della passione e fate andare per un minuto. Spegnete il fuoco e unite la gelatina in polvere precedentemente sciolta in 2 cucchiai di acqua tiepida (oppure la gelatina in fogli precedentemente ammollata in acqua fredda). Mescolate bene e versate il tutto in uno stampo in modo che crei uno spessore di 2 millimetri. Una volta che la gelatina è completamente fredda tagliatela in cerchi del diametro di 2cm,  io per comodità e per averli già rotondi della misura giusta ho versato la gelée negli stampi per i mini cupcake.

Mettete sulla base del macaron la ganache al cioccolato fondente e sopra appoggiate un disco di gelée al frutto della passione, chiudete con un altro guscio. Appoggiate i macaron finiti su un vassoio coperto di carta da forno e fateli riposare 24 ore in frigorifero: NON SALTATE QUESTO PASSAGGIO IN QUANTO FONDAMENTALE PER LA CONSISTENZA E IL SAPORE!!!!

Macaron rosso con caramello alla banana e cioccolato bianco + dadolata di mango al lime

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Caramello alla banana e cioccolato bianco di Christophe Felder 

Ingredienti:
100 g di banana sbucciata
1 cucchiaio di rum scuro
1 cucchiai di succo di limone
140 g di cioccolato bianco, tritato messo in una ciotola
40 g di zucchero semolato
25 g di panna liquida, riscaldata
20 g di burro, a pezzetti

Schiacciate la banana e mescolatela al rum e al succo di limone.
In una casseruola fate sciogliere lo zucchero a fuoco medio e quando è fuso lasciatelo cuocere finché diventa color caramello. Spegnete e versate la panna calda: attenti agli schizzi, mescolate con attenzione!
A questo punto aggiungete la banana e, mescolando con una spatola, incorporate anche il burro a pezzetti.
Versate tutto sul cioccolato tritato e mescolate per rendere tutto omogeneo, se necessario frullate col frullatore ad immersione in modo da avere una crema setosa.
Inserite la crema in un sac a poche e mettete in frigo a raffreddare, fino al momento dell’uso.

Dadolata di mango al lime 

Ingredienti:
1 mango maturo
1 lime

Pelate un mango e tagliate la polpa a piccoli cubetti, mettetela in una ciotola, unite la scorza di un lime e mescolate.

Mettete sulla base del macaron il caramello alla banana, sopra posizionate il mango a cubetti e chiudete con un altro guscio. Appoggiate i macaron finiti su un vassoio coperto di carta da forno e fateli riposare 24 ore in frigorifero: NON SALTATE QUESTO PASSAGGIO IN QUANTO FONDAMENTALE PER LA CONSISTENZA E IL SAPORE!!!!

 

Con queste ricette partecipo a MTC n°62: Les Macarons

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22 Comments

  • Reply Valentina 23 gennaio 2017 at 8:48

    Io sto MORENDO. Perchè quel “spacchi i culi in cucina” io lo avevo italianizzato con senso di onnipotenza. E ammetto che ho avuto anche io una chat parallela con Flavia che ha seguito tutta la fase del crostage (dislessicamente chiamato poi SCROTAGE ma non ti dico il seguito che ho aggiunto io in un momento di delirio francese) e del sollevè, con tanto di foto di me con testa nel forno con cui sono facilmente ricattabile da qui a 10 anni. Ai pasticceri francesi con la faccia di orsetto abbracciatutti ho avuto il singhiozzo dalle risate, ai 1743 macaron sfornati da Cristiana ho preso i Kleenex, alle imprecazioni contro le polpette ho ripensato a tutti i vavangul da me urlati alla pasta frolla nei secoli dei secoli. Dopo tutto questo a me piacciono i tuoi macaron, e la gelatina con i pallini del passion fruit te la sto invidiando (e ora tocca andare a cercarli per rifarla, e non sono nemmeno incinta).

  • Reply Annarita Rossi 23 gennaio 2017 at 9:13

    Beh la colpa è tua che vai a scomodare i falsi orsetti abbracciatutti, francesi per giunta. Mi hai fatto morire dak ridere, dal cercare lamponi essiccati nei kellogg’s alla depressione da delusione da crème onctueuse. Povero Massimino, la sua non è ansia da abbandono ma ansia da MTC, fidati. Sono spaziali Federica, solo tu potevi concepire tanti gusti insieme, tu sei spaziale.

  • Reply arianna 23 gennaio 2017 at 10:05

    Ciao Fede Buongiorno!!!!!!! consiglio a tutti tua lettura per inizio settimana di un tristissimo lunedi. Dopo averti letto, sono in pace con il mondo. Ho riso come una matta e sai perchè? Non solo perchè scrivi benissimo ma per l’efficacia con cui descrivi situazioni, pensieri, angosce e sbattimenti di una persona normale in cucina che cerca di fare una cosa carina e fighetta. Grazie di esistere e rappresentare tutte quelle come me che ci provano ma non sanno se riusciranno…e probabilmente no ..ma sì..forse..boh?!?!?
    TI adoro. Un abbraccio Arianna
    PS però non so se i macarons mi avranno mai?!?!?! Mi continuano a fare molta paura 🙂

  • Reply Flavia Galasso 23 gennaio 2017 at 12:04

    Oh …senti sarà che sono una scassaminkia, ma a me sto Michalak non mi fa tanto impazzire eh…. meglio Il Gordon per me…più rustico ma anche più vero! La chat con cri è la nostra seduta dall’analista giornaliera, senza saremmo già rinchiuse in qualche reparto psiciatrico dove ancora illegalmente fanno gli elettroshock! Detto questo, a me le ricette migliori son riuscite nella disperazione del “devo buttare tutto”, ma poi ti ricordi di quel rimasuglio scordato nell’angolino del freezer…. quindi mia cara tieniti stretta il marito che va di corsa a comprare il passion fruit…. e nella peggiore delle ipotesi basta urlare : MAYAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  • Reply francesca lanuova 23 gennaio 2017 at 12:50

    Vorrei ordinare un vassoio di quelli marroni,grazie! Secondo me sono buonissimi ed il post é uno dei più belli di sempre indi sempre grande Fede!
    Ps.piena fase dell’abbandono pure qui…si può dire che palle???

  • Reply kika 23 gennaio 2017 at 13:16

    ti aspetto con ansia, ogni mese e quando stanotte h visto che dovevo aspettare le 7, noooooooo che delusion.
    I tuoi macaron non saranno proprio eleganti a vedersi, ma in fondo quello che conta è il gusto e come spacchi i culi in fatto di pasticceria.
    Non cito altro del tuo post, che per inciso mi ha fatto ribaltare, perchè il commento risulterebbe lungo tanto quanto, praticamente un TPQ.
    Un abbraccio maccaronico

  • Reply Ilaria 23 gennaio 2017 at 14:29

    Io muoio, muoio, muoio, dal ridere…tanto che non riesco neppure ad arrabbiarmi perché hai voluto a tutti i costi usare i coloranti in polvere, mannaggia a te! Il template più che disegnato da tua nonna, sembra disegnato da Massimino, perché sono certa che tua nonna avrebbe saputo fare di meglio ahhaahahahahahah e poi mi immagino così bene Cristiana al 1347 esimo macaron…e le vostre chat con la Baker. Ecco la cosa che mi è mancato di più di non partecipare all’MTC questo mese, sono state le nostre chiacchierate, infiorite di epiteti vari, nell’ideazione e nella preparazione della ricetta. Sulle morali ti do assolutamente ragione, mai fidarsi di un famoso e pure figoso pasticcere con la faccia da orsetto abbracciatutti, perché ti ricordo che anche nel Master Pasticcere con la stessa faccetta dice delle cattiverie terribili che stroncano la carriere di sti poveretti sul nascere; e poi grazie, grazie, grazie, per aver detto “ANCHE A VOI che avete rinunciato alla sfida di questo mese a priori “perché i macaron li odio e sono difficili”. Ma va vaaaa!!!!”
    Ma ora passiamo alle ricette che sono lussuriose e goduriose proprio come solo tu sai fare. C’è quella gelatina di passion fruit (sapevo che lo avresti fatto!) che è da salivazione pura. Il caramello alla banana e cioccolato bianco con pezzetti di mango al lime…beh fantastici, insomma da rotolarsi a terra dalla bontà. Grande la mia amica!

  • Reply Patty 23 gennaio 2017 at 15:12

    Mi sono dovuta chiudere in bagno per ridere a voce alta altrimenti mi veniva il singhiozzo e mi prendevano per demente…ma non so davvero in quale punto mi si sia slogata la mascella, al numero di Macaron sfornati da Cristiana o ai balletti della vittoria dopo l’assaggio…insomma…è una delle cose più maledettamente divertenti e sganascianti lette ultimamente.
    E per chi non ti conosce, non può che adorarti dopo un pezzo del genere, perché sei davvero stratosferica. Lascia perdere la forma dei macaron… a me sembrano libidinosi così lucidi e straripanti di roba buona… ti assomigliano incredibilmente e si, esistono gli dei protettori dei pasticcieri, perché la stessa cosa è successa a me con la prima infornata, dopo che avevo scritto nel gruppo Mtc che i macaron erano facilissimi da fare: sono scoppiati in cottura!
    Ti adoro non sai quanto. Adesso però me lo rileggo perché mi tira troppo su!

  • Reply Giuliana 23 gennaio 2017 at 15:40

    sei un mito! Leggerti mi ha raddrizzato la giornata, per cui grazie di cuore! Quel caramello alla banana mi intriga da morire, mi sa che lo infilo in qualche dolce prossimamente. I tuoi macaron sono sicuramente meglio di quelli dei pasticceri dalla faccia di orsetto abbracciatutti, non foss’altro che per lo spirito e l’amicizia che contengono..

    Giuli

  • Reply alessandra 23 gennaio 2017 at 16:27

    🙂 🙂 😉
    due cose
    1. la ricerca dei lamponi nei kellog’s l’avevano fatta pure gaia innocenti e alice, al tempo dei biscotti, mi pare. non ricordo la sfida, ma ricordo bene loro due perche’ me le ero impresse nella memoria con la convizione che mai si sarebbe ripetuto un evento del genere, nella storia del web. Ogni tanto ti sottovaluto- e tu mi punisci cosi impietosamente 🙂
    2. le farciture sarebbero state da vittoria. Prenditela con mikalach, stavolta (o come ca..o si scrive).
    per il resto, io ti lovvo di un amore immenso ed infinito, quasi come il numero dei macarons sfornati da Cristiana (che, per inciso, non si sono ancora visti… dici che glieli continuano a mangiare?)
    Devo trovare un modo per smettere di ridere, prima di andare a letto, perche’ c’e un limite anche alle spiegazioni che si possono dare ai mariti 🙂

  • Reply Elisa 23 gennaio 2017 at 16:53

    Allora. Primo: tutto bello, anche i colori sgargianti come sei tu! Un pochino ti capisco perché io a Napoli nel mio tavolo con donne perbene :)) quando la Van Pelt ci ha regalato le spezie e ha detto “poi così studiate” ho risposto “la Van Pelt regala ma contestualmente incula” e alla parola “contestualmente” sono cappottati in sei! 🙂 quindi adoro sempre, mica solo oggi, la tua scrittura vera e da godersela tutta!!! Secondo: se si vince per il post più bello sei da podio! Bacio

  • Reply Giulietta | Alterkitchen 23 gennaio 2017 at 18:37

    Allora, io ho una serie di recriminazioni:
    1. Altro che colorante in polvere, quando c’è la santa cacca-pupù del pargolo per quel marrone lì. Non mi spingo anche sulla gelatina di passion fruit, perché quella mi ispira a dei livelli che non ti dico (anche se io c’ho una storia di follia e delirio a Torino con il passion fruit che te la raccomando. E’ una parola che non riesco a dire senza ridere, fai te)
    2. Cristiana probabilmente sarà in coma glicemico, visto che ha sfornato nmila macaron e non la vedo online da due giorni 😀
    3. Ma tu la ganache la tieni nascosta tipo dietro una mattonella per le emergenze?? No,per capire!

    Comunque i tuoi macaron mi paiono porcosi come ti si confà..e il caramello alla banana è la ciliegina sulla torta e il suggello del tuo amore per la Baker 😀

  • Reply Alice 23 gennaio 2017 at 21:46

    Va be’, hanno già detto tutti prima di me…io posso solo continuare a ridere fino a domani!
    Belli, fighissimi e sfacciati, con quei colori lucidi e pop e i gusti acchiappa tutti. Ma te uno come Michalak te lo magni, dai!! 😀
    Ah, e comunque cosa avresti da dire sull’imbecillità di quelli che ravanano dentro ai Kellogg’s in cerca di lamponi? No perché lì mi sono un po’ risentita eh… 😉

  • Reply Cristiana Di Paola 23 gennaio 2017 at 21:55

    Sono alla fase croutage dei macaron de merde e ci sei ancora nel supportarmi. Oh senti se.non insistevi tanto sulla bruttezza neanche me ne accorgevo e a me michelak non ispira nulla, prox volta scegli uno più omo.

  • Reply milena 23 gennaio 2017 at 22:43

    Sono proprio golosi e belli! La gelee al frutto della passione con il cioccolato mi fa morire, un abbinamento spettacolare perchè insieme sono strepitosi secondo me! Davvero brava!

  • Reply Gaia 23 gennaio 2017 at 22:54

    Peccato tu non sia stata a Napoli.. Sarebbe stato uno spasso ancor più uno spassoso, laggiù in fondo al pullman con le tue colleghe di chat!
    🙂
    Mi hai fatto morire…. e poi del caramello alla banana, di cui ignoravo l’esistenza, penso che potrei anche non farne più a meno..

  • Reply Francesca acquolina 24 gennaio 2017 at 13:54

    che delirio la preparazione di questi macarons! 😀 ma comprendo la soddisfazione, anche io ho usato il frutto della passione, troppo buono, e il caramello con la frutta lo adoro, quindi non posso fare altro che ammirare il risultato e rimpiangere di non poterli assaggiare!!!

  • Reply Marina Bogdanovic 24 gennaio 2017 at 22:34

    Ma quanto si puo ridere legendo un post ? Da 1 a 10 io direi 15 !! E ho riso ancora di piu dopo aver letto della pesca al rosa cerealesco 😊 geniale !

  • Reply FranciCarloni 25 gennaio 2017 at 10:42

    sei da podio pure tu! nella simpatia e nella genialità della tua cucina! ti lovvo di più senza filtri :))) e fatemi entrare nella chattttt!! 😀

  • Reply Saparunda 27 gennaio 2017 at 20:04

    Lo confesso.
    Lo dico solo a te e a tutti i tuoi fan.
    Ho seguito tutto alla lettera, non mi sono venuti come volevo io….e li ho assaggiati subito.
    Mio marito li ha assaggiati il giorno dopo e ci è mancato poco mi facesse un monumento. Io ho avuto paura di riassaggiarli, credo che da gene modificato per il dolce sono passata direttamente alla fobia per lo zucchero. 😀 😀
    Leggendo il tuo post sono rinata. Pensavo di essere l’unica a parlare con il cibo e gli ingredienti. Ma l’Orso bruno non ti dice mai “cosa mi stavi dicendo?” per ricevere sempre come risposata “non stavo parlando con te?” :))

    Vabbè… mi vado a fare due uova al tegamino. Non so cosa te ne possa fregare ma è la verità. 😛

  • Reply Caris 30 gennaio 2017 at 20:58

    e finalmente, finalmente dico, ho letto anche io. E rido tanto tanto, te possino benedì.
    Comunque son bellissimi, alla faccia brutta di Michalak. Ho millemila libri suoi e ci devo riprovare, tu capisci. Ti terrò infornata.
    Il problema unico e solo è che ora stai facendo macaron come se non ci fosse un domani.

  • Reply LUCIANO 5 febbraio 2017 at 13:05

    quando ero piccolino mio zio mi chiamava “Macaròn”, è una buona cosa?

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