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Waffle – Il nostro itinerario in Islanda, parte 2

28 settembre 2015

Siete pronti a ripartire? 🙂
Trovate qui la prima parte del nostro percorso in Islanda!

7° giorno, circa 170km


Ólafsvík – Hellisandur (spiaggia di Skarðsvík) – Arnarstapi – Ytri Tunga Beach – Cratere di Eldborg – Borgarnes

Ólafsvík è un paesino in cui andrei ad abitare domani perché è accogliente e ha davvero tutto quello che serve, ripartiamo da qui davvero ritemprati!
Avevo letto di una spiaggia dove tutte le spose islandesi vogliono farsi fare il servizio fotografico di matrimonio (sono cretina, lo so!!) perché è stupenda: Skarðsvík.

L’Orso non mi ci avrebbe mai portata con questa premessa ma il caso vuole che proprio qui, negli anni passati, sia stata trovata la tomba di un guerriero vichingo che aveva ordinato ai suoi di seppellirlo lì perché era un posto magnifico.

Conosco i miei polli, infatti mi ci ha portata 😀

 

 

La caratteristica principale è la sabbia chiara mischiata alla sabbia vulcanica che fa apparire questa spiaggia dorata! Sono rimasta per lunghi minuti ad osservare la bellezza di questo posto, quel guerriero vichingo aveva di certo la passione delle cose belle 🙂
Le scogliere di Arnarstapi sono una delle cose più incantevoli viste durante questo viaggio, fermarsi ad osservarle ha un effetto calmante…

Ytri Tunga Beach è un’altro posto dove ho trascinato un restio Orso Bruno che poi si è ricreduto immediatamente: è una spiaggia dove amano prendere il sole famiglie e famiglie di…foche! 🙂
La troverete indicata da un cartello più o meno invisibile e vi sembrerà che la strada porti ad una fattoria (ed effettivamente vi ci porta!) ma proprio lì dietro c’è una spiaggia immensa dove, appena la vista si rilassa, vedrete decine di foche stese a pancia all’aria intente a prendere il sole!

 

Non ci siamo voluti avvicinare troppo per non disturbarle quindi ho solo questo scatto: la vedete quella foca smorfiosetta al centro, che mi saluta con la coda?? 🙂

 

La tappa finale della giornata è stata la passeggiata verso il cratere di Eldborg!
Il percorso è facile, in due ore andate e tornate senza problemi, sarete immersi nella natura e vi sentirete in pace col mondo mentre, seduti sul bordo del cratere, osserverete il paesaggio circostante: mozzafiato!

 

In un solo giorno abbiamo visitato una spiaggia che è stata la tomba di un guerriero vichingo, visto delle scogliere mozzafiato, spiato le foche che prendono il sole e scalato il cratere di un vulcano: QUESTA E’ L’ISLANDA! 🙂
Le successive due notti abbiamo dormito al Laekjarkot Rooms and Cottages di Borgarnes.
Scelto su Booking per via del prezzo bassissimo: la doppia con, udite udite, bagno privato (una rarità) e angolo cucina veniva 70€ a notte; la pulizia è ottima ed è perfettamente nella media islandese delle strutture turistiche, il proprietario è un simpatico chiacchierone e il suo cagnolone non vedrà l’ora di giocare un po’ con voi 🙂

 

8° giorno, circa 200km
 

Dopo tanti giorni sovraccarichi di bagagli è stato bello lasciare tutto nel nostro cottage e muoversi con la moto scarica!
Stiamo stati a vedere Hraunfossar la cascata più lunga che io conosca, ben 900 metri!!

E’ davvero suggestiva perché il fiume che le genera, il Hvítá, non si vede finché non sbuca da un campo di lava generando appunto questa meravigliosa cascata. E’ a due passi dal parcheggio dove c’è anche un bagno ed un minuscolo bar con qualche souvenir.Non perdetevi per nessun motivo al mondo la cascata Glymur, la più alta d’Islanda con i suoi 198 metri!
Parte della bellezza della cascata è il tragitto con cui ci arriverete: una specie di percorso ad ostacoli impegnativo ma divertentissimo!
Dal parcheggio alla cascata ci sono due ore di cammino, quindi un totale di quattro ore per il percorso normale (ma ci sono percorsi più lunghi e selvaggi che vi impegneranno anche tutta la giornata), prendetevi una mezza giornata di tempo e vivrete, come noi, una delle esperienze più divertenti del viaggio 🙂
Ci siamo calati in una grotta…

Ed abbiamo anche attraversato un fiume!
Vi prego di notare la mia disinvoltura 😀

 

Risalire il canyon creato dal fiume non è proprio facile, ce l’ho fatta io con le scarpe da ginnastica quindi lo possono fare tutti, ma vi darà delle vedute e delle soddisfazioni immense!

 

 

 

L’arrivo è da rimanere a bocca aperta!
Ci siamo stesi sul bordo del canyon per guardare in giù…TERRIFICANTE!! 😀
9° giorno, circa 75km

Borgarnes – Reykjavik

Il ritorno alla civiltà, per me, è stato difficilissimo!
Dopo aver visitato lande desolate dove a farci compagnia erano solo le caprette, entrare nel caos di Reykjavik non mi è piaciuto per nulla 🙂
Per l’Orso è stato obbligatorio il cambio gomma, l’asfalto è così poroso e abrasivo che non ci aspettavamo minimamente un simile consumo di pneumatici!

La città nelle notti in cui ci siamo stati era completamente prenotata, fortunatamente avevamo la tenda e l’abbiamo piantata nel campeggio della città che era davvero popolatissimo e incasinato 😀
Se andate in Agosto come noi, vi consiglio caldamente di prenotare l’hotel a Reykjavik il prima possibile!

Il consiglio per la serata è senza ombra di dubbio quello di bere un sacco di birra al Micro Bar, bellissimo pub in centro che serve 10 diverse birre locali. Assaggiatele tutte 🙂

 

 

10° giorno, circa 200km


Reykjavik – Parco Nazionale Thingvellir  – Geysir – ReykjavikIl parco di Thingvellir non ci è piaciuto, mi spiace dirlo ma per noi è stata proprio una perdita di tempo.
Ad ogni modo la storia di questo luogo e le sue caratteristiche geografiche sono molto importanti: per via della deriva dei continenti, proprio qui, la placca americana e quella europea di stanno allontanando alla velocità di un paio di centimetri all’anno creando veri e propri canyon.
Insomma, non vi consiglio la visita visto che nei dintorni c’è tanto di meglio da vedere ma se proprio dovete riempire una mezza giornata questo potrebbe essere un posto da visitare.Tutt’altro discorso col sito di Geysir!
Vedere un’eruzione di acqua bollente e sentirne lo “scoppio” va venire i brividi lungo la schiena.
Purtroppo non abbiamo trovato bel tempo e lo sbuffo di acqua non si vede molto in foto ma vi assicuro che è bellissimo!

 

11° giorno, circa 185km

Reykjavik – Seljalandsfoss – Skogafoss – Vík í Mýrdal

Avete mai sognato di camminare dietro ad una cascata?
Non vi resta che realizzare i vostri desideri e correre alla cascata Seljalandfoss! 🙂

 

A pochi chilometri troverete anche Skogafoss, la mia cascata preferita perché sembra uscita da una fiaba.
E’ maestosa, fragorosa e crea un nuvolone di acqua vaporizzata incredibile! 😀
Abbiamo provato a camminare fin sotto e ne siamo usciti fradici, peggio che dopo una doccia: ma che divertimento!!!!! 🙂

 

La base per la notte è stata un campaggio a Vik, posto che ci è piaciuto moltissimo per la spiaggia di sabbia vulcanica e per il tramonto magico che ci è stato regalato 🙂

 

Proprio di fronte alla spiaggia c’è il ristorante-grill Strondin, saltate a piè pari pizza e hamburger e prendete una buonissima Plokkfiskur o un goulash di agnello!
12° giorno, circa 140km
 
Il Parco Nazionale dello Skaftafell è uno di quelli da non perdere per nulla al mondo.
La mia moto e il ghiacciaio Vatnajökull
L’ideale sarebbe avere due-tre giorni da dedicarci perché è pieno di passeggiate di qualsiasi difficoltà e ci sono centri in cui prenotare una guida per raggiungere le vette del ghiacciaio Vatnajökull!

Noi abbiamo optato per una passeggiata semplice (2 ore andata e ritorno) fino ad una delle tante lingue del ghiacciaio che termina in un laghetto pieno di iceberg.

 

 

Sulla via del ritorno i panorami sono altrettanto incantevoli e il sole colora tutto in modo magico!

 

 

Il nostro regalo al Parco Skaftafell 🙂

 

Allo Skaftafell ci abbiamo passato anche la notte, piantando la tenda e mangiando una favolosa zuppa di aragosta in un food truck lì vicino.
13° giorno, circa 240km
 

Parco nazionale Skaftafell – Jökulsárlón -Parco nazionale Skaftafell – Jökulsárlón – Höfn – Djúpivogur

Il lago glaciale Jökulsárlón è uno dei tanti generato dallo scioglimento del ghiacciaio Vatnajökull, di certo il più spettacolare!
La cosa che rende così particolare questo il lago è che è collegato al mare tramite un piccolo fiume che trasporta gli iceberg fino alla spiaggia, creando contrasti che tolgono il fiato!

 

A questo punto aspettate l’ora di pranzo e, VI PREGO!, concedetevi un pranzo a base di aragosta appena pescata a Höfn, il crostaceo che ha reso famoso questo piccolo paese!

Il Kaffi Hornið (via Hafnarbraut) è l’ideale per viziarvi 🙂

Io ho preso un enorme panino all’aragosta che mi ha fatto toccare il cielo con un dito, non esagero se dico che questo piatto è valso da solo il viaggio in Islanda!!

L’Orso si è coccolato con un piatto a base di un numero non ben precisato di code d’aragosta cotte nel burro…una libidine!

 

Dopo un pranzo da ricordo affrontare la strada verso Djúpivogur è stato….DA PANICO!!!! 😀
Sui fiordi dell’Est c’era un vento pazzesco!!!
Ma la nostra meta per la notte era così bella da farci dimenticare tutte le fatiche.

 

Abbiamo pernottato al Klif Hostel che ha camere piccine ma accoglienti, bagni in comune pulitissimi e anche una cucina con tutto quello che serve per cucinare, davvero un ottimo posto! A cena un veloce fish & chips nel grill del paese e a letto…
Anzi no!
L’Islanda ci ha ringraziato della nostra gentile permanenza con una sorpresa indimenticabile: quasi un’ora di aurora boreale!!!!!!! Che emozione, che brividi, che ricordo porteremo sempre nel cuore!!! 🙂

14° giorno, circa 175km


Djúpivogur – Seyðisfjörður

Purtroppo per noi questa è stata l’ultima tappa islandese!
Un semplice trasferimento verso il paese dove avremmo preso il traghetto l’indomani mattina 🙂
Seyðisfjörður è un paese davvero carino, direttamente sul fiordo ed io vorrei tanto vederlo d’inverno con la neve perché secondo me diventa una specie di presepe 🙂
Abbiamo dormito alla Dagmál Guesthouse: una coppia di giovani artisti con i loro figli ed un gattone ci hanno letteralmente ospitato al piano terra della loro casa, le camere sono bellissime e ben riscaldate, il bagno in comune estremamente pulito. Un solo accorgimento: è l’unico posto che abbiamo trovato in Islanda che non accetta pagamenti con bancomat e carte di credito, solo contanti. Ma ne vale la pena!
Per una cena senza pensieri andate pure a due passi dalla guesthouse al Bistro dello Skaftfell Center, l’ambiente è caldo e accogliente e i piatti molto buoni!

15° giorno

Ho speso le mie ultime corone in un mega rifornimento di Kókó Mjólk, che ho amato alla follia durante tutto il viaggio! Non è altro che un latte al cioccolato ma…buono da morireeeee!!!! 😀

 

E poi via in traghetto verso la Danimarca!

 

 

 

Devo dirlo che è stato tutto bellissimo? 🙂

Andateci il prima possibile!!!!

NOTE DI VIAGGIO:
– Se non siete attrezzati per dormire in tenda vi consiglio di prenotare di giorno in giorno i bed & breakfast considerando che la doppia con bagno in comune e senza colazione viene dai 90-100€ in su, la colazione solitamente costa 10€ a persona. L’unico posto che dovrete prenotare appena decidete di andare in Islanda è Reykjavik: in agosto qualsiasi e dico QUALSIASI hotel era pieno, in quel caso avere la tenda è stata una gran fortuna!!
– Fate la valigia pensando poco al vostro lato fashion 😀 avrete bisogno di giubbotti, felpe, scarponcini da trekking, pantaloni tecnici e tutto quelli che vi può tenere al caldo: l’estate islandese ha temperature che vanno dai 3 ai 20°C, non sottovalutatele!!
– Per quanto riguarda i rifornimenti di benzina state tranquilli: ogni micro paese ha il suo distributore. Partite assicurandovi di avere una carta di credito di cui conoscete il pin perché si fa benzina con quella: la inserite, mettete il pin, scegliete l’importo (in corone islandesi) e verrete subito autorizzati a rifornire. Nessun distributore accetta denaro contante.
Dovrete attrezzarvi a dovere solo se deciderete di inoltrarvi nell’entroterra delle Highlands, lì è davvero tutto selvaggio e le taniche di riserva vi serviranno di certo!
– Il caffè lungo (kaffi, circa 2€) e le zuppe del giorno (circa 8€) le pagate una volta e ve ne rifornite fin che non siete a posto (pane e burro compresi!).
– Bere acqua in bottiglia in Islanda è da sfigati 🙂 ovunque vi verrà offerta acqua di rubinetto che è buonissima e gratuita nei ristoranti.
– Se vi piace l’agnello questo è il posto giusto per mangiarne in quantità! La carne è deliziosa, niente a che fare con l’agnello che si trova da noi: provatela!
– Installate sul vostro smartphone un’applicazione per il cambio della moneta, così avrete sempre sotto mano il calcolo delle corone spese e l’applicazione Vedur che vi tornerà utilissima per informarvi del meteo e soprattutto del vento che soffierà!! 🙂
– Per controllare lo stato delle strade e per sapere se sono asfaltate o sterrate c’è il sito Vegasjà, a noi è stato davvero utile!

 

BYE BYE DARLINGS!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Appena tornata dal viaggio ho presto questa piastra per waffle 😀
Non potevo permettermi di rimanere senza i miei dolcetti preferiti! E poi, così, ogni volta che sento nostalgia dell’Islanda, me ne faccio un paio!
 
WAFFLE
 
waffle
 
Ingredienti: per 10 waffle
280 g di farina 00
2 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiaini di lievito per torte
1 cucchiaino di sale fino
2 uova grandi
480 ml di latte intero
85 g di burro fusoScaldate la piastra per waffle.
In una ciotola, miscelate tutti gli ingredienti secchi.
In una brocca unite gli ingredienti umidi e mescolate.
Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi e amalgamate bene facendo attenzione ad eliminare eventuali “bolle” di farina all’interno dell’impasto.

Versate, sulla piastra, 120 ml circa
di impasto per ogni waffle e fate cuocere 4-5 minuti.

Serviteli caldi con panna montata e cioccolato…oppure gelato come quelli che ho mangiato a Borðeyri 🙂

 

 

NOTE:

– Se non avete la piastra per waffle potete tranquillamente versare l’impasto su una padella anti-aderente oppure…su una bistecchiera così avrete anche le righe 😀
– L’impasto dura un paio di giorni in frigo coperto con la pellicola.
– Servite i waffle caldi anche con marmellata e frutta.

– Aromatizzate l’impasto con
vaniglia o scorza di limone per uno sprint in più!

– Provate anche a sostituire parte della farina 00 con quella integrale per un sapore più deciso.

SCARICA QUI IL PDF DELLA RICETTA 🙂

 

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6 Comments

  • Reply flavia galasso 28 settembre 2015 at 8:16

    Primo: andrò in Islanda un giorno…. già vedere la Groenlandia dall'aereo con tutti gli iceberg che prendevano il largo nell'Oceano mi ha emozionata da impazzire, perciò non oso immaginare cosa abbia provato tu a vederli così vicini! L'aurora boreale…ecco quella è uno dei miei sogni….
    Secondo: io aragoste, astici & co. li mangio solo sui luoghi e anche lì….invidiaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    Terzo: voglio la piastra per i waffles, per forza!
    Quarto: bellissima flora e fauna… ma quella ha soddisfatto anche me durante le vacanze…. insomma CLEMENTAINA…. BELLISSIMO VIAGGIO…SECONDO ME…DA RIFAREEEEEEEEEEEE…baci e buona settimana

  • Reply Patrizia Malomo 28 settembre 2015 at 11:25

    Una destinazione che non ho mai molto considerato nel programmare i miei viaggi. Eppure leggendo i tuoi due reportage, ti giuro che mi hai fatto venire una voglia pazzesca. Già mi aveva convinto Walter Mitty!
    LE foto sono davvero moooolto belle, ti tirano dentro. Una luce incredibile, strana, diversa. Bravissima cara Federica. E grazie per la ricetta del waffel che mi sembrano perfetti….manca solo la piastra ma presto rimedierò! Un forte abbraccio.

  • Reply Anna Luisa e Fabio 28 settembre 2015 at 11:29

    Un tuffo al cuore ogni foto! Io sono rimasto legatissimo all'Islanda, ne è nato un amore viscerale 🙂
    Ci tornerei altre mille volte.
    Ti invidio da morire l'aurora boreale! Deve essere troppo bello.
    Grazie per averci raccontato questa tua bella esperienza.
    Ora mi ci vorrebbe solo un waffle per essere meno triste per non essere lì 😀

    Fabio

  • Reply Chiara Picoco 29 settembre 2015 at 2:47

    La lonely planet potrebbe aver bisogno di qualche consiglio di cosa voglia dire "guida turistica" mi salvo il post x quando le bambine se ne andranno in vacanza x i fatti loro e io potrò godermi questi posti meravigliosi x i fatti miei.

  • Reply Luca Monica 29 settembre 2015 at 8:03

    Oh mamma! Che spettacolo…ho letto tutto di un fiato! Che posti magici…che viaggio!!
    Non penso riuscirò mai ad andarci…ma ne varrebbe davvero la pena!
    Adoro i waffel come i miei figli, spesso ne faccio in gran quantità e li surgelo, due minuti nel tostapane e sono come nuovi!!!

    Un abbraccio
    monica

  • Reply coccolatime 5 ottobre 2015 at 20:28

    oddio spettacolo!!!! ora lo faccio leggere a mio marito….siamo troppo ingrippati per questo viaggio!!!! continua ti prego…che foto…che luoghi…oddio HO BISOGNO dell''Islanda!!! è un pensiero positivo….che mi solleva l'anima!!!! continua a scrivere ti prego……tu mi stai sollevando l'anima…..con le tue foto e le tue mani e le birre…i dolcetti e le cascate….e l'aurora….cristo santo….un sogno che cresce dentro!

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