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Il cuore al galoppo, Food Blog Tour Sardegna 2014 – Sapa di arance e Torta di Sapa

4 febbraio 2015

Non ricordavo neanche lontanamente la sensazione del completo stupore davanti ad una cosa totalmente nuova.
Poi ho sentito il suono delle launeddas.

Questo simpatico signore è il Maestro Luigi Lai, un uomo la cui generosità va di pari passo al talento personale.
Ci accoglie presto, la mattina del nostro secondo giorno in Sardegna, con un sorriso enorme dicendoci: “prego accomodatevi pure! Io ho già suonato un’oretta stamattina!”.

Ecco, io avevo appena trovato la forza di fare colazione e il Maestro Lai invece aveva già fatto i suoi esercizi con le launeddas: gli uomini e le donne di un tempo erano fatti di tutta un’altra pasta, me ne rendo sempre più conto!

Ma torniamo a noi: cosa sono le launeddas??
Sono canne di fiume tagliate tra gennaio e febbraio durante la luna calante e lasciate “stagionare”.
Ogni launeddas ha poi un’ancia battente che le permette di sprigionare il suo suono, attraverso la cassa armonica che è nel musicista stesso. 
La peculiarità dell’ancia è che deve essere creata personalmente dal suonatore della launedda con una serie di tribolazioni e di fallimenti che risultano essere un banco di prova per veri musicisti!
Qualche riga più su dicevo che lo stesso suonatore funge da cassa armonica, infatti con la bocca regola l’aria che serve per far suonare lo strumento con un modo molto simile, di fatto, alle cornamuse.

La cosa più bella è stato sentire il suono di questo strano strumento.
Io sono una tipa che non si entusiasma facilmente (anche se non sembra!!) e a vedere questa serie di canne di bambù sono rimasta inizialmente perplessa, non riuscivo proprio a rendermi conto di che tipo di musica potesse uscire da lì!
Poi la magia.
La pelle d’oca e il cuore che batte forte. Fortissimo.

La musica è coinvolgente e per me, che sono patita di musica celtica, è stata quasi ipnotica.
Si sentiva la passione del Maestro Lai, in un soffio ci ha raccontato la sua storia, le sue battaglie e tutti i suoi successi.
In quel suono c’era tutta la sua abilità, la sua umiltà.
E poi, quella scintilla negli occhi.
Quella che riconosco sempre nelle persone innamorate di quello che fanno.
Bellissimo.
Grazie Maestro Lai, grazie di tutto!

Le ricette di oggi sono state recuperate dopo una caccia al tesoro mica da ridere!
Nessuna donna, di quelle incontrare, ci voleva dire con precisione le dosi o il procedimento.
Alcune omettevano ingredienti ridendo di gusto…
Ma, si sa, noi food blogger non abbiamo vergogna di niente quando si parla di raccogliere indizi per la preparazione di un dolce perfetto!! 😀
E così è stato!

SAPA DI ARANCE


Ingredienti:

750ml di spremuta d’arancia fresca, filtrata
550g di zucchero semolato

In una casseruola, versate la spremuta d’arancia filtrata e aggiungete lo zucchero.
Date una mescolata e fate andare a fuoco dolce per un paio d’ore, schiumando spesso.
Capirete che la sapa è pronta perché assumerà un meraviglioso color caramello, la consistenza subito sembrerà fluida ma non preoccupatevi: raffreddandosi ai addensa.

NOTE:
– Le migliori arance per questo tipo di preparazione sono le Tarocco.
– Non cuocete la sapa più di due ore perché diventerà troppo densa e addirittura amara.
– Conservate la sapa di arance in vasetti di vetro ben chiusi, dura (quasi) una vita!
– Spalmata sul pane, per una merenda veloce, è una libidine 🙂




L’altro ingrediente particolare, della torta di sapa, è la Saporita.

Appena l’ho annusata l’ho definita “la 5 spezie italiana” per il suo profumo che riporta subito alle 5 spezie cinesi.
La Saporita è composta da semi di coriandolo, cannella, noce moscata, semi di carvi, chiodi di garofano e anice stellato.
Potete anche comporla voi stessi miscelando queste spezie in pari quantità e conservando il tutto in una scatolina ben chiusa.
Ho anche scoperto, girovagando su internet, che un pizzico di Saporita sta benissimo anche nel ripieno di carne degli agnolotti…non mi resta che provare appena possibile! 🙂
Per adesso vi lascio questa bontà!

TORTA DI SAPA



Ingredienti:

300g di farina 00
1 bustina di Saporita (4 grammi)
1 bustina di lievito
una manciata di uvetta
buccia di un limone
buccia di un’arancia
50g di zucchero
400g di sapa di arancia
2 uova

per decorare
qualche cucchiaio di sapa
zuccherini colorati

Accendete il forno a 180°C. Imburrate e infarinate lo stampo da ciambella.
Non vi nascondo che ho usato il metodo da me personalmente nominato “ALL-IN”!
Mettete tutto, nell’ordine in cui trovate gli ingredienti, in una ciotola e mescolate con un cucchiaio finché il composto ben amalgamato

Infornate per 40-45 minuti o finché uno stuzzicadenti inserito nella torta ne esca asciutto e pulito.

Sfornate, lasciate riposare il dolce per 10 minuti nello stampo, poi sformate e lasciate raffreddare completamente su una gratella.

Finite il dolce spennellandolo di sapa e cospargendolo di zuccherini colorati.

NOTE:
– Potete usare in alternativa allo stampo da ciambella uno stampo normale da 24cm.
– Conservate la torta coperta o in una tortiera con coperchio, durerà fino a 5 giorni.
– E’ un dolce particolare, assomiglia tendenzialmente al pan di spezie.




SCARICA QUI IL PDF DELLE RICETTE 🙂





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4 Comments

  • Reply Patrizia Malomo 4 febbraio 2015 at 7:12

    Abbiamo raccontato la stessa emozione di fronte al maestro Lai. Che romantiche!
    Sulla Saporita io la metto nell'ordine: polpettone, ripieno del pollo, ragù toscano, ravioli di ricotta (ed è il paradiso credimi), tacchino ripieno, polpette, carbonade flamande…..e poi volendo si può rischiare di spammarla ovunque perché crea dipendenza. Adoro leggere i tuoi post! Un bacione cara la mia "Elefantentreffen".

  • Reply flavia galasso 4 febbraio 2015 at 9:12

    Bellissimo post! E il maestro Lai ci ha fatto un regalo davvero speciale!!

  • Reply Francesca Antonucci 4 febbraio 2015 at 11:45

    Ma che bello!!!

    Davvero una lettura piacevole 😀

  • Reply Donatella Bartolomei 25 febbraio 2015 at 17:29

    Adoro la sapa, nelle mie Marche si fa con l'uva, e ogni tanto scopro delle affinità tra la Sardegna e le Marche, pensa in tutta Italia solo in 3 regioni questa preziosa prelibatezza si fa e si usa , due confinano Emilia e Marche e poi un grosso salto per arrivare in Sardegna, chissà perchè? prima o poi lo scoprirò.
    Complimenti per la tua torta e per il bellissimo racconto, spero di rivederti presto!!!

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