Primi piatti, Zuppe & Minestre

It’s a beautiful daaaay! – Non il solito canederlo

19 gennaio 2015
E’ cominciato
tutto a fine Novembre.
AIFB ci
comunica che la Sardegna ci aspetta per un fantastico tour alla ricerca dei
luoghi e dei sapori sconosciuti: basta inviare una candidatura che parli del
mio blog e alcune ricette mediterranee che ho postato finora e, nel giro di una
settimana, saprò se sarò fra i 10 fortunati che prenderanno un aereo verso
quest’avventura.
Ok, panico.
Sì, perché
una persona normale non ci pensa un attimo e si lancia.
Io no.
Devo prima
fare mille pensieri.
Pro e contro.
E, per
inciso, qua contro non ce n’era nemmeno uno.
“Oddio cade
proprio nel fine settimana che volevo fare il panettone e l’albero”.
E l’Orso
Bruno, cosa si mangerà durante quei quattro giorni?
Per non
parlare poi dei miei riti pre-partenza, che solo a pensarci ero già in ansia
prima di mandare la candidatura.
Poi,
finalmente, smetto.
Probabilmente
tramortito da questa scarica di pensieri, inusuali per una bionda come me, il
cervello si spegne.
Si accende la
mia parte da vichinga selvaggia, quella che mi ha portato a vivere le migliori
esperienze finora.
L’Orso Bruno
mi dice “Se rinunci sei scema”.
Così la mando,
sta benedetta candidatura, e…TADANNN vengo scelta!!!! Yuppiiii!!!!
Chiedo ferie,
confermo il volo, faccio una lista di tutto quello che mi serve.
Mi rendo
conto che l’ansia pre-partenza che ho di solito per i viaggi in moto, in realtà
ce l’ho anche ora.
Faccio tutti
i miei riti, lascio tutto sistemato come se non dovessi tornare (so che sembra
una cosa tragica ma per una che viaggia in moto questa cosa viene automatica…è
una deformazione!), preparo la valigia, comunico a tutta l’enorme famiglia che
vado in Sardegna per 4 giorni e via. Parto.
Seduta
sull’aereo che sta prendendo la rincorsa, sorrido alla signora che ho di fianco
e mi rendo conto di fare il primo respiro profondo dopo due settimane.
Attacco le
cuffie al telefono, accendo il mio adorato Spotify in shuffle e, mentre guardo
il sole che si alza in cielo, Freddie Mercury mi canta “It’s a beautiful day”.
La mia canzone. Bellissimo.
E’ un giorno bellissimo
Il sole splende
Mi sento bene
E nessuno riuscirà a fermarmi
E’ un giorno bellissimo
Mi sento in forma, mi sento bene
E nessuno riuscirà a fermarmi

A volte mi sento così triste, così male
Ma nessuno riuscirà a fermarmi, nessuno!
E’ inutile, così inutile, anche solo provarci.
Li ho pensati tanto i canederli per l’MT Challenge di questo mese!
Volevo che raccontassero di me, sempre in bilico fra l’ansia e lo spirito
avventuriero, sempre in movimento su quel filo sottile che divide la pecora
pacifica e morbidosa dal vichingo conquistatore con le cicatrici delle
battaglie passate.
Parto dal pane raffermo bagnato nel latte e profumato dal limone che, per me, fa
subito casa!
Adoro il limone perché
è un frutto dal colore stupendo, dai mille usi e dai sapori diversi mano a mano
che lo si scopre. Ho voluto sfruttare l’aroma della buccia che amo nelle torte
e nel burro aromatico che preparo da mettere sulle bistecche alla griglia.
Ho poi
pensato ai capperi come simbolo della mia casa in senso “allargato”: il
Mediterraneo, un mare che ci culla e che ci da’ accesso al mondo intero.
Altro grande
protagonista l’acciuga del Mar Cantabrico, mare che si trova tra la Spagna e la Francia, passate le Colonne d’Ercole, simbolo della voglia di allargare le mie conoscenze uscendo da quella che considero la mia casa. 
Passando dal Mar Cantabrico si passa poi nel canale della Manica per arrivare infine alla penisola scandinava dove troviamo l’ultimo ingrediente che ho scelto: l’aneto!
Adoro il colore verde di questa pianta, il suo profumo e la sensazione al tatto 🙂
Ho scelto l’aneto perché mi ricorda la cucina della Scandinavia che amo molto e che voglio visitare appena possibile…magari con la mia moto!! 🙂

NON IL SOLITO CANEDERLO






Ingredienti:
300 g pane raffermo, tagliato a dadini di un centimetro
200 ml latte intero
2 uova
40g di acciughe del Mar Cantabrico sott’olio, tritate
3 rametti di aneto, finemente tritati
2 cucchiai di capperi sott’aceto, tritati

scorza grattugiata di un limone
6g di sale fino
1 cucchiaio colmo di farina tipo “oo”
per il brodo di cottura
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla
un pezzo di porro
un cucchiaio di pepe nero in grani
2,5L di acqua

per il sugo
700ml di passata di pomodoro
2 spicchi d’aglio
peperoncino in fiocchi
olio extravergine d’oliva
sale
una bacca di vaniglia usata, opzionale





Prima di tutto preparate il brodo che servirà a cuocere i canederli.
Mettete in una grande pentola tutte le verdure tagliate a pezzi di media grandezza, unite il pepe in grani e l’acqua. 

Accendete il fuoco, portate a bollore, abbassate poi la fiamma e fate sobbollire per un paio d’ore. Passato questo tempo, filtrate il brodo e regolatelo di sale.




Preparate il sugo.
Mettete un giro d’olio in una pentola di media grandezza, aggiungete gli spicchi d’aglio pelati e schiacciati e il peperoncino. Fate soffriggere per 2-3 minuti, togliete l’aglio e unite la passata di pomodoro. Fate cuocere a fuoco lento per 30 minuti, quando il sugo è pronto regolate di sale.
NB: se avete in casa una bacca di vaniglia usata aggiungetela al sugo negli ultimi 5 minuti, serve a togliere l’acidità del pomodoro senza aggiungere il famoso pizzico di zucchero. Ho sentito recentemente questa cosa in tv, ho voluto provarla e devo dire che funziona! 🙂


Preparate i canederli.
Prendete un terrina capiente e versatevi il pane raffermo.
In una ciotola unite le uova, il latte a temperatura ambiente, la scorza di limone e sbattete leggermente per rendere il liquido omogeneo.

Versatelo sul pane, mescolate bene e lasciate riposare, mescolando ogni tanto, per almeno 20 minuti.
Vi sembrerà che il liquido non sia abbastanza e che il pane resti secco, abbiate pazienza e non aggiungete altro! Diventerà perfetto!
Prendete la ciotola col pane ammorbidito, saggiatene la consistenza con le mani.
Dev’essere morbido, umido, ma non inzuppato, e compattandolo non dev’essere troppo appiccicoso.
Aggiungete le acciughe, l’aneto, i capperi, il sale e mescolate velocemente, quindi unite la farina.
Impastate a fondo con le mani, compattando e distribuendo in maniera omogenea gli ingredienti, pressando bene.

Scaldate il brodo.
Inumiditevi leggermente le mani e formate una sfera, prima roteando e poi pressando a fondo con le mani, che abbia un diametro di 5 cm.
Fate subito la prova di cottura, con il brodo che sobbolle, per 10 minuti.
Il canederlo deve rimanere compatto, non sfaldarsi.
Se ciò dovesse capitare unite un cucchiaio di pane grattugiato e rifate il test.

Se supera il test di cottura, prelevatelo dal brodo, assaggiate la consistenza e il sapore finale.

Eventualmente aggiustate gli aromi e procedete con la preparazione delle altre palline.
Cuoceteli in due tornate: non ammassateli nella pentola e lasciateli venire a galla cuocendoli per 10 minuti circa.
In un piatto fondo mettete 4 cucchiai di salsa di pomodoro piccante, aggiungete 3 canederli e servite ben caldo decorando, se vi piace, con un rametto di aneto.





Partecipo con questa ricetta all’MT Challenge n°44: I Canederli!




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17 Comments

  • Reply Cristina Galliti 19 gennaio 2015 at 8:10

    golosissimi anche a quest'ora!! decisamente evocativi di quanto hai espresso, sei forte! da pecora a vichinga, solo tu….

  • Reply flavia galasso 19 gennaio 2015 at 8:28

    Federica, che ricordi…di un pre partenza con le stesse ansie, ma l'immenso entusiasmo!! Con la scelta dei tuoi ingredienti hai percorso un lungo viaggio tutto in un piatto!! sei grandiosa cara amica mia, buon inizio settimana….SMACK!

  • Reply SaiPiperina 19 gennaio 2015 at 8:58

    Cara Blonde, praticamente hai creato un canederlo "terrone" se sostituisci l'aneto con il finocchietto sarebbe perfetto e il Trentino insorgerebbe… 😉 Bella versione la tua, mi incuriosisce anche se non ho ancora capito se i canederli mi piacciono oppure no, li ho sempre mangiati in brodo e sono sicura che asciutti li gradirei molto di più, se poi sono insaporiti con acciughe e capperi, vabbé successo garantito… BRAVA Blonde ancora una volta mi hai sorpreso con effetti speciali… ma adesso mi è chiaro qual'è il tuo ingrediente "magico"… il Freddy!!! It's a kind of magic… <3

  • Reply acquaviva 19 gennaio 2015 at 10:48

    qui l'aneto… il tocco del genio…

  • Reply Francesca Frankie 19 gennaio 2015 at 11:23

    ma che buoni!
    bellissimo come ce li hai raccontati.
    Brava Fede!!!
    baci baci

  • Reply Monica Giustina 19 gennaio 2015 at 15:50

    Eccomi qui da te.
    Leggo e rileggo, e chiudo gli occhi per provare ad immaginarmi il sapore. Mi pare quasi di agguantarlo, ma mi sfugge, perché è davvero intrigante.
    Quella nota di aneto mi ha destabilizzata, ma in modo positivo, perché se prima mi godevo l'abbinamento di quella salsa piccante e ben ristretta alle acciughe e capperi, poi l'aneto mi ha rinfrescata destandomi dal viaggio goloso.
    Brava, ottima interpretazione, ben pensata e realizzata!

    • Reply FedeB 1 febbraio 2015 at 18:48

      Ciao Monica, credo che ti sia sfuggito qualcosa della ricetta perché capperi e acciughe non sono nel sugo ma nel canederlo!

  • Reply Giulietta | Alterkitchen 19 gennaio 2015 at 16:06

    Mi piacciono questi canederli che rappresentano un giro intorno al mondo, intorno al tuo mondo.
    Mai avrei pensato alle acciughe, che pure qui in Piemonte sono un must, e tantomeno ad abbinarle alla scorza di limone, all'aneto o ai capperi, e in un canederlo, poi!
    Mi piace questa interpretazione assolutamente personale, che dire tanto di te, con quei bei limoni gialli.. alla blonde femme 🙂

  • Reply Francy BurroeZucchero 19 gennaio 2015 at 18:04

    Mi hai fatto emozionare col racconto del pre-partenza, quanto mi sarebbe piaciuto essere dei vostri! Il tuo emozionarti lo metti anche in cucina elaborando ricette originali fresche e nuove ma sempre assolutamente convincenti come questi canederli! Adoro anche il tocco di peperoncino nella salsa. Sei fortissima!!!

  • Reply lavvocatonelfornetto 19 gennaio 2015 at 19:20

    Mi inchino alla genialità ma sopratutto alle tue foto…sono stupende!

  • Reply Lidia - The Spicy Note 19 gennaio 2015 at 20:35

    Una versione di cui posso immaginare la morbidezza e la nota salina smorzata dal limone.
    Fortissimi, questi canederli e tu 😉
    Lidia

  • Reply Alessandra Gennaro 20 gennaio 2015 at 1:41

    Anche io, appena ho letto "aneto", ho pensato "ma, no, dai, finocchietto…" : solo che poi non sarebbe stato il canederlo della Fede, che a tutto ci abitua, tranne che alle abitudini. E' la quintessenza della sorpresa e del colpo di genio- e sempre in un contesto di assoluta credibilità. Tu la guardi, la vedi così bionda e azzurra e pensi che debba venire a trovarti in carrozza, con cristalli lucenti e cavalli bianchi d'ordinanza. Poi ti arriva su una moto da corsa- e capisci che va bene così, anzi: va meglio così. Perchè altrimenti, sarebbe tutto dannatamente prevedibile e ancor più dannatamente noioso. E quindi, viva l'aneto in questi canederli, come viva alle note non allineate, che suonano come stonate solo alle orecchie di chi vive su partiture già scritte, senza mai trovare la forza e lo spirito di scriversele da sole, ma che per gli altri sono la firma di chi si ribella agli schemi, per rendere ogni giorno un beautiful day. E io che son del partito della Fede, non posso che incitarti a continuare a credere in te stessa, sempre, per rastrellare le grandi, grandissime cose che ti meriti. Avanti cosi 🙂

  • Reply MarielladM 21 gennaio 2015 at 11:11

    Ho conosciuto le acciughe del Cantabrico l'anno scorso, alla tavola di Sergio Mei (chef sardo, guarda la combinazione…) e me ne sono innamorata E credo che tu le abbia usate al meglio!

  • Reply mari ►☼◄ lasagnapazza 25 gennaio 2015 at 12:10

    Ecco, le acciughe del cantabrico sono uno di quei dieci alimenti al mondo ai quali non potrei mai rinunciare, che se uno non le ha mai assaggiate pensa che debbano essere come tutte le altre… non sapendo che basta un pezzo di pane, una spennellata di buon burro e un paio di anchoas del cantabrico per arrivare dritti in paradiso. E tu me le metti nel canederlo! ma ti rendi conto? E mi ci metti pure i capperi e il limone? Svengo!

  • Reply Cristiana Beufalamode 28 gennaio 2015 at 21:50

    Per questo mi stai simpatica: siamo sulla stessa lunghezza d'onda! La ricetta mi piace un sacco, quel limone del latte è una chicca in più…e la dritta sulla vaniglia la provo. Bacio Fede!

  • Reply Mai 1 febbraio 2015 at 18:33

    Mi pento di non passare da te più spesso, di fatti ultimamente vado poco in giro, manche con una moto virtuale riuscirei a fare i viaggi che fai tu!
    I tuoi canederli sarebbero capaci di rallegrari qualsiasi spirito, per molto giù o impaurito che sia. E chi ti ferma a te? Nessuno!
    Adesso però devo provare la chicca della vaniglia e sopratutto assaggiare queste asciughe, pensa che ho sempre dato per scontato che le migliori al mondo erano quelle de La Scala (tipico orgoglio catalano…)

    besos mi querida rubia!

    • Reply FedeB 1 febbraio 2015 at 18:49

      Mi querida!
      Io ti adoro Mai!
      Assaggiale quelle acciughe e poi mi dai un parere, ok??
      Ti bacio tutta! 🙂

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