Torte & Dessert

L’Etrusco e la Vichinga – Torta al semolino, arancia e cocco

10 novembre 2014

L’Etrusco e la Vichinga.
L’Orso Bruno ed io.
Lui capelli scuri, ben piazzato e mediterraneo.
Io occhi verdi, capelli biondi, pelle bianca.
Etrusco perché dice che il suo cognome ha radici toscane e per la precisione fiorentine.
Vichinga perché sono convinta di avere tutti i tratti tipici del nord Europa.
Lui bagno turco e sauna romana.
Io sauna finlandese come se non ci fosse un domani con tanto di bagno ghiacciato alla fine.
Lui origano.
Io aneto, che lui odia come ogni Etrusco che si rispetti, no?
Lui è riuscito a trascinarmi in moto in viaggio nell’Europa dell’Est.
Io non riesco a convincerlo a puntare verso la penisola scandinava 🙂
Cosa abbiamo in comune? Il sogno di andare in Islanda! 😀

Ma i Vichinghi sono attratti dai sapori “esotici”?
Perché io vado pazza per tutto il cibo del paesi mediterranei e mediorientali.
Ad ogni morso la mia testa parte per un viaggio in terre che immagino calde e afose, Paesi abitati da persone completamente diverse da me, gente che sa usare le spezie in modo geniale creando combinazioni da sogno.
Ogni volta che mescolo cannella, cardamomo, chiodi di garofano e l’allspice mi sento trascinata in posti lontani.
Quando aggiungo uvetta, pinoli e mandorle ad un piatto salato mi sento incredibilmente temeraria e mi stupisco di come tutto si combini bene assieme.

Chi mi ha presa per mano e mi ha insegnato qualcosa di questa variopinta cucina “esotica” è Yotam Ottolenghi.
Quando ho comprato, più di un anno fa, il suo libro sono rimasta subito affascinata dalla copertina in tessuto…ma la vera sorpresa era all’interno!
Una serie di ricette bellissime, perfette, precise al grammo e buone da morire.
L’innamoramento per questo libro è stato istantaneo.
JERUSALEM è senza ombra di dubbio il libro da me più sperimentato!

E proprio da Jerusalem arriva questa torta che ho rifatto 2 volte in 12 ore perché…è finita troppo in fretta!
Questo dolce è diffuso in Medio Oriente, ogni cuoco o pasticcere ne ha una sua versione: c’è chi mette il cocco, chi lo yogurt, chi fa lo sciroppo agli agrumi e chi ci mette l’acqua di fiori d’arancio.
Quello che conquista è il suo insieme di sapori, ognuno percepibile singolarmente, e la sua texture sciropposa al punto giusto.
E con punto giusto intendo che alla fine ci si lecca lo sciroppo rimasto sulle dita: che libidine!



TORTA AL SEMOLINO, ARANCIA E COCCO
da “Jerusalem” di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi

 

 

Ingredienti: per due cake da 500g
180ml di olio di semi di girasole
240ml di succo d’arancia
160g di marmellata di arancia (senza bucce)
4 uova medie
buccia grattugiata di un’arancia
70g di zucchero semolato
70g di cocco grattugiato
90g di farina tipo 00
180g di semolino
2 cucchiai di mandorle macinate
2 cucchiaini di lievito per torte

per lo sciroppo (vedi note)
200g di zucchero semolato
140ml di acqua
1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio

per servire
yogurt greco
una goccia di acqua di fiori d’arancio

Pre-riscaldate il forno a 180°C.
Mescolate assieme l’olio, il succo d’arancia, la marmellata, le uova e la scorza d’arancia finché la marmellata di dissolve.
In un’altra ciotola mescolate tutti gli ingredienti “asciutti” e aggiungeteli agli ingredienti liquidi.
Mescolate finché il composto è omogeneo, la consistenza sarà abbastanza liquida.

Coprite di carte forno due stampi da plumcake da 500g (vedi note).
Dividete l’impasto fra le due teglie e infornate per 45-60 minuti, o finché la superficie del dolce si colora di un bel bruno-aranciato 🙂
Fate comunque la prova dello stuzzicadenti.

Verso la fine del tempo di cottura cominciate a preparare lo sciroppo.
Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino, portateli a bollore e infine togliete dal fuoco.
Appena tirate fuori le torte dal forno cominciate a pennellarle generosamente con lo sciroppo, tenendole nello stampo; dovrete farlo in più volte facendo assorbire lo sciroppo per un paio di minuti prima di metterne ancora.
Assicuratevi che tutto lo sciroppo sia ben assorbito.

Quando le torte di sono intiepidite toglietele dallo stampo e fatele raffreddare completamente.
Servite con lo yogurt greco aromatizzato con una goccia di acqua di fiori d’arancio.

NOTE:
– Visto che ormai siamo quasi in stagione potete usare succo d’arancia appena spremuto, 240ml sono circa 2 arance spremute.
– Per quanto riguarda lo sciroppo, se non trovate l’acqua di fiori d’arancio potete sostituirla con la scorza di un limone (non grattugiata ma tolta col pelapatate facendo attenzione a non togliere anche la parte bianca): portate a bollore acqua zucchero e scorze di limone, filtrate lo sciroppo per eliminare le bucce prima di usarlo.
– L’acqua di fiori d’arancio o si ama o si odia! Se la usate per la prima volta vi consiglio di metterne un cucchiaino (invece che un cucchiaio) nello sciroppo.
– Se non avete lo stampo piccolo da 500g (che misura 15cm) potete utilizzare il classico stampo da plumcake e fare una sola torta, cuocetela in forno per 70 minuti e sarà perfetta! Anche lo sciroppo sarà sufficiente.
– Ho fatto questa torta ormai parecchie volte quindi, se vi scoccia miscelare gli ingredienti secchi a parte, vi consiglio di mettere tutto nella stessa terrina e via 🙂
– Una delle tante fette che ho mangiato l’ho accompagnata con un tè meraviglioso che è il Tea Darjeeling Longview, una combinazione da sogno! E’ comunque ottima con qualsiasi tè nero poco zuccherato o amaro.
– Dura almeno 5 giorni, copritela con un po’ di pellicola per mantenerla umida e morbida.

La ricetta nel libro è descritta bene, le dosi sono giuste e mi sono trovata bene anche con i tempi di cottura indicati dall’autore quindi la ricetta è PROMOSSA!



Partecipo con questa ricetta alla raccolta dello Starbook Redone di Novembre!

 



SCARICA QUI IL PDF DELLA RICETTA 🙂

 

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18 Comments

  • Reply Francy BurroeZucchero 10 novembre 2014 at 8:37

    Bertuzziiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!! senti, Vichinga mia, sei un portento, altrochè! Ti posso chiamare Viki il Vikingo? 🙂 uno dei miei cartoni preferiti!!!! sei straordinaria, tiri fuori delle ricette di assoulta bontà, di spessore, di gusto come quelle di Ottolenghi con una facilità disarmante 🙂 e guarda caso, cosa più unica che rara io sforno torte un giorno sì e uno pure e… tadaaaaahhh ho tutti gli ingredienti di questa!! faccio faccio faccio!! e grazie! smuack!

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:08

      Ma che cartone è Viki il Vikingo?!?!?! ahahahah 😀
      Anch'io sforno torte in continuazione, per colazioni solo biscotti o torte fatte in casa…salvo qualche Bucaneve d'emergenza 😀
      Fammi sapere eh!!! 🙂

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:12

      E come dicevo alla Mapi, assaggiala tiepida e ancora colante di sciroppo…è da svenire!!!!

  • Reply Araba Felice 10 novembre 2014 at 9:39

    Essere complementari, non uguali, è il segreto della fortuna di una coppia, secondo me 🙂

    QUanto al dolce, è stupendo e l'hai interpretato benissimo. Ancora grazie.

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:09

      Hai ragione! Complementarità e….vagonate di sopportazione reciproca!!! 😀

  • Reply La Gaia Celiaca 10 novembre 2014 at 12:28

    ellodicevo (su FB) che era jerusalem!!!
    bellissima la tua realizzazione di questa torta, oramai sei amica per la pelle di ottolenghi 🙂
    il marito orso bruno mi fa morire. tu vichinga pure. il post era molto divertente.
    e grazie di partecipare in modo sempre così competente!

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:10

      E infatti mi ha scoperta subito!!! :))
      Grazie a te di essere passata e di aver letto i miei sproloqui!!! :))

  • Reply ๓คקเ 10 novembre 2014 at 12:47

    Ma che meraviglia, Fede!!!
    Anche io mi sono innamorata all'istante di Ottolenghi, Jerusalem è tra i miei libri di cucina preferiti e quando ho voglia di qualcosa di speziato è il libro che apro per trovare l'ispirazione, anzi… ogni volta che lo apro ho poi l'imbarazzo della scelta e mi segno un sacco di ricette.

    Splendida torta, molto ben descritta e ben riuscita e che, manco a dirlo, mi ha fatto venire una gran voglia di prepararla.
    Un beso!

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:12

      Mapi!! E' così semplice che è un peccato non farla! 🙂
      Vale la pena soprattutto per quello che chiamo "il boccone segreto del cuoco": una fetta ancora tiepida e grondante di sciroppo…Mapi, da svenire!! 🙂

  • Reply Francesca Frankie 10 novembre 2014 at 13:40

    Brava Fede! quel libro è stupendo!
    secondo me l'etrusco e la vichinga formano una coppia fantastica!!

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:13

      Frankie!! Amo quel libro! E' pieno zeppo di ispirazioni!
      E grazie!!!!! :)))

  • Reply Giulia 10 novembre 2014 at 14:46

    Stupenda! Mi sembra quasi di sentirne il profumo. D'altra parte Ottolenghi è una garanzia.
    Purtroppo non ho tutti gli ingredienti in casa, se no la proverei già 'sta sera stessa…in ogni caso non attenderà a lungo, te lo assicuro!

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:14

      Ottolenghi è davvero da metterci la mano sul fuoco!
      Sempre perfetto e sempre all'altezza delle aspettative!
      Falla al più presto questa torta, è da mille e una notte!

  • Reply Cucina Teorica 10 novembre 2014 at 19:32

    Ottolenghi non sbaglia un colpo! Ho già fatto alcune ricette e devo dire che mi è piaciuto tutto. E' un pò che punto questa torta di semolino che ho visto dalle starbookers ed è già nella lista (ormai lunghissima!) di ricette da fare!!
    In Islanda ho fatto una toccata e fuga, ma spero di poterci tornare un giorno e immergermi nelle sue atmosfere fatate
    Ciao Isabel

    • Reply FedeB 10 novembre 2014 at 23:15

      Ciao Isabel!!!
      Non vedo l'ora di poter mettere piede in Islanda, una terra ancora così selvaggia che mi affascina da morire!
      La torta merita di essere messa in cima alla lista!! Provala il più presto possibile!! :))

  • Reply Donatella Bartolomei 11 novembre 2014 at 7:57

    ecco adesso devo comperare anche questo libro….ci vediamo a Parma

  • Reply Monica Giustina 11 novembre 2014 at 9:32

    E' in wishlist da qualche tempo, a questo punto credo che sia giunta l'ora di acquistarlo! Questa torta, cake o che dir si voglia è invitante e piena di profumi, che mi attraggono sempre in cucina.
    Spesso mi ritrovo anche io di fronte al mio 'doppio', pesando differenze ed uguaglianze, poi per fortuna ci ritroviamo insieme ad amare il buon cibo, spezia più spezia meno, e tutto ritorna in equilibrio.

  • Reply Giulietta | Alterkitchen 11 novembre 2014 at 16:34

    Anche per me in wish list da un po', questa ricetta.. fra le mille di cui mi sono innamorata dal Natale scorso, quando l'ho stretto per la prima volta fra le mani, abbandonandomi alle foto di Gerusalemme e a quei sapori che adoro. Prima o poi la proverò…
    Anche noi complementari.. ma al contrario, io la Mediterranea (puntata alla Francia, però, visto che mi piglian per francese un giorno ogni due), lui il Normanno.. ma alla fine è bello così, no?! Altrimenti sai che noia?!

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