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Questione di secondi – Desperate Biker Cow Pie

8 settembre 2014

Noi motociclisti sfidiamo il destino, sempre.
Sappiamo che, nel momento in cui infiliamo la chiave nel cruscotto, la nostra vita ha davanti un milione di varibili. Spesso non controllabili!
Tutti a casa sanno che ho un rituale pre-partenza: sistemo il più possibile la casa, metto il paraschiena, la mia tuta integrale in pelle, infilo il casco e lo allaccio con gli occhi chiusi, metto i guanti e, un secondo prima di partire, saluto Bill e mi faccio leccare il casco.
Gesti puramente scaramantici per una che alla scaramanzia, in realtà, non crede affatto.

Sabato abbiamo deciso di fare un un giro sui Monti Lessini io, l’Orso Bruno e mio cugino.
Il tempo era gradevole e la temperatura perfetta, la strada scelta una bomba: una delle mie preferite!
Dopo tanti tornanti, e qualche piacevole incontro con le mucche al pascolo, raggiungiamo la meta e ci godiamo una bella pausa ridendo e scherzando, parlando delle mucche e programmando l’itinerario di ritorno.
La sensazione di felicità riempie la testa ed è una cosa che succede solo in moto, dove ogni altro pensiero rimane incredibilmente fuori dal casco.

Certo è che il passaggio da “oddio che felicità” a “*!!?&&*@§!” talvolta è davvero questione di secondi.
E così è stato sabato!
Giro una curva e vedo mio cugino che si sbraccia come un matto per farmi fermare. Ecco.
La moto dell’Orso Bruno per terra a fianco di una macchina che gli ha tagliato la strada uscendo da un parcheggio.
La mia testa fa esattamente tre pensieri:
1 – Cos’ha l’Orso Bruno? Una spalla dolorante ma minaccia di morte chiunque gli voglia tagliare la tuta per tirarlo fuori, perfetto sta bene.
2- Cazzo la moto no. Un’altra volta NO!
3- Calma mentale: devi chiamare un’ambulanza, compilare una constatazione amichevole, avvisare tutti, non prendere a sberle quello che è già lì che dice che i motociclisti sono tutti deficienti.

Ce l’ho fatta a fare tutto, non so come. Ho isolato la mente da tutto e compilato come un treno la constatazione mentre mio cugino faceva le foto, spostava la moto per liberare il traffico e gli assistenti della croce verde sistemavano l’Orso Bruno. 
Nel frattempo i miei correvano al pronto soccorso e i miei zii con l’altro mio cugino (il fantastico modello della foto qui sotto) arrivavano con un furgone a prendere la moto rotta a graffiata.
Capite perché dico che la mia famiglia è super? 😉

Ho sopportato per almeno mezzora un tizio-dalla-conformazione-di-organo-genitale-maschile che continuava ad inveire contro i motociclisti e contro di noi addirittura dicendo che l’incidente era colpa nostra.
Ma poi il “ma vaffanculo!” è partito.
D’altra parte era questione di secondi 😉

Bon, è finita a pizza e birra a casa nostra. 
L’Orso è stato dimesso a tempo di record con una spalla lussata e un tutore da portare per una decina di giorni, l’umore tutto sommato era anche buono: per un motociclista DEVE essere questione di secondi anche lo spavento.

Con queste premesse non vi posso che proporre la “pie” del motociclista disperato!
L’ho trovata sul libro dei miei Hairy Bikers, da dove viene anche questa strepitosa insalata di patate.
Vi potrei dire che la “pie” è una torta salata ma in realtà è molto di più! 
E’ qualcosa che in Italia non concepiamo: gli inglesi, ahimè, ci battono a mani basse 🙂
Questa versione contempla un ricco spezzatino cotto in forno e poi coperto da un doppio strato di pasta sfoglia….è taaaaanto buono! :))

DESPERATE BIKER COW PIE da “The Hairy Bikers Perfect Pies” di Si King & Dave Myers

in corsivo le mie note


Ingredienti: per 8 persone
6-8 cucchiai di olio di semi di girasole (ho usato olio extravergine d’oliva)
3 cipolle medie, affettate finemente
4 spicchi d’aglio, affettati
1kg di carne da spezzatino che abbia delle venature di grasso (ho usato il girello di spalla)
1 cucchiaino di sale in fiocchi (ho usato ¾ di cucchiaino di sale fino)

200ml di vino rosso o acqua
600ml di brodo di manzo
400g di pomodori pelati a pezzi
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di senape inglese (ho usato una senape normale)
1 cucchiaino di zucchero semolato
1 cucchiaino di erbe miste secche (ho usato un po’ di timo secco, circa mezzo cucchiaino)
2 foglie di alloro
3 cucchiai di amido di mais (Maizena) mescolati a 3 cucchiai di acqua fredda
750g di patate, pelate e tagliate a pezzi di circa 5cm
400g di carote chantenay, pulite e pelate (ho usato carote normali fatte a pezzi di 3cm)
pepe macinato fresco

2x500g di pasta sfoglia pronta
un po’ di farina, per tirare la sfoglia
un uovo sbattuto, per glassare

Serve: una pirofila da forno rotonda o una teglia da forno con due litri di capienza

Cominciamo!
Scaldate due cucchiai di olio in una pentola anti-aderente.
Friggete la cipolla e l’aglio per 5 minuti o finché è dorata, mescolando regolarmente, poi mettetele in una grande ciotola.
Fin che la cipolla cuoce tagliate la carne a pezzi di 3,5cm circa e conditeli con il sale in fiocchi e una bella macinata di pepe.

Nella stessa pentola aggiungete altri due cucchiai di olio e friggete la carne, in tre volte, finché è bella brunita. Aggiungete un po’ d’olio ogni volta che friggete la carne in modo che la padella non sia asciutta. Dopo questa breve cottura mettete la carne nella stessa ciotola delle cipolle. 
La carne va fritta in tre volte perché se la metteste tutta in un colpo non riuscirebbe a dorarsi bene e rischiereste di lessarla: un grande errore!


Riscaldate il forno a 180°C.
Deglassate la pentola, dove avete cotto la cipolla e dorato la carne, con il vino (o l’acqua) e portate a bollore raschiando bene con un cucchiaio di legno per raccogliere tutto il fondo di cottura.
Rimettete la carne, la cipolla e l’aglio nella pentola e aggiungete il brodo, i pomodori pelati a pezzi, il concentrato, la senape, lo zucchero e le erbe.
Portate a bollore e trasferite la pentola in forno. Se la vostra pentola non può andare in forno mettete il tutto in una teglia da forno. Cuocete per un’ora e mezza.
Passato questo tempo, togliete la casseruola dal forno mescolateci dentro il mix di amido di mais e acqua, le patate e le carote.
Coprite e rimettete in forno per un’altra ora e mezza o finché la carne è perfettamente morbida e il sugo denso. 
Controllate che sia tutto giusto di sale e pepe, tentando di non mangiarlo tutto: un cucchiaio tira l’altro!, e lasciate raffreddare completamente.
(Se fate questo ripieno la sera prima, ve lo consiglio caldamente!, mettetelo in frigo dopo averlo fatto raffreddare. Tiratelo fuori dal frigo un’ora prima di utilizzarlo).

Scaldate il forno a 200°C.
Mettete lo spezzatino nella pirofila o teglia da forno che avete scelto, cercando di metterne di più al centro per dare supporto alla pasta sfoglia.

Mettete un blocco di pasta sfoglia sul piano di lavoro infarinato, bagnatelo leggermente con un po’ di acqua e poi mettete l’altro blocco di pasta sopra, in modo da incollarlo.
Tirate la sfoglia finché è 5cm più larga della pirofila.
Ora arriva una parte un po’ noiosa e di precisione.
Tagliate, dalla sfoglia, 3-4 strisce che siano 1cm più larghe del bordo della vostra pirofila.
Bagnate il bordo della pirofila con un po’ di uovo sbattuto e incollate le strisce che avete tagliato in modo da creare un bordo di pasta sfoglia, poi date una bella pennellata di uovo sbattuto e coprite il tutto con la pasta sfoglia tirata prima. 
Premete i bordi per sigillare, fate assestare 10 minuti e poi tagliate, con un coltello affilato la pasta in eccesso.
Fate un buco al centro (serve a far uscire il vapore dello spezzatino, in questo modo la pasta sfoglia rimane croccante), spennellate con l’uovo battuto tutta la superficie evitando i lati dei bordi che altrimenti in cottura non cresceranno!

Cuocete nel forno caldo per 45 minuti, riducete poi la temperatura a 180°C e proseguite la cottura per altri 15-25 minuti o finché la pasta sfoglia è bella gonfia e dorata.

Per fare le corna da mucca…
Tirate fuori il vostro estro artistico e create due corna con la carta stagnola, copritele con gli avanti di pasta sfoglia lisciando tutte le protuberanze e le crepe.
Fatele leggermente più piccole di come le volete perché con la cottura poi si gonfieranno!
Spennellatele con l’uovo battuto e mettetele a cuocere su della carta stagnola (ho usato la carta forno) per 15-20 minuti, prima di cuocere la vostra “pie”. 
Infine lasciatele raffreddare.

Quando siete pronti a servire fate due incisioni nella pasta foglia cotta e inseriteci le corna, può essere che dobbiate andare un po’ profondi per farle stare in piedi!

Portate a tavola con un gran gesto plateale e coccolate i vostri biker disperati 🙂

NOTE:
– Vi consiglio di fare il ripieno un giorno prima così si amalgamerà meglio e avrete più tempo per fare le corna da mucca e decorare la “pie”.
– Le dosi di vino e brodo sono perfette: seguitele e otterrete uno spezzatino dal sugo eccezionale!
– Le carote Chantenay sono piccoline e paffute, volendo si possono anche non sbucciare. Io le ho sostituite con normali carote tagliate a pezzi. Potete anche ometterle del tutto o sostituirle con piselli o funghi champignon tagliati a quarti.
– Provate a deglassare il fondo della pentola con la birra stout invece che col vino, avrete un altro risultato ottimo!
– Gli ingredienti metteteli tutti, anche la senape e lo zucchero: tutto aiuta a creare il delizioso sapore finale!
– Come vedete dalla foto, la mia “pie” non ha i bordi ben fatti…è perché ho usato della pasta sfoglia già stesa che a fatica mi copriva la teglia. Vi consiglio di usare i blocchi di pasta sfoglia che da noi si trovano nel reparto surgelati, scongelateli e lavorateli come da ricetta 🙂
– Lo spezzatino è buono anche da mangiare da solo accompagnato da pane e una bella insalata verde che rinfreschi.
– Se vi secca tutta la procedura dei bordi e della copertura potete benissimo stendere la pasta sfoglia sulla pirofila, tagliare i bordi in eccesso, pennellare d’uovo e via: ricordate però il foro al centro per far uscire il vapore dello spezzatino!
– Ovviamente potete fare a meno delle corna da mucca. Ma….sono così belle! Come fate a rinunciarci!?!?!? 😀

Seguendo le istruzioni e le dosi degli ingredienti questa “pie” riesce senza problemi, quindi per me la ricetta è: PROMOSSA!

SCARICA QUI IL PDF DELLA RICETTA 🙂

Partecipo con questa ricetta alla raccolta dello Starbook Redone di Settembre!

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11 Comments

  • Reply Araba Felice 8 settembre 2014 at 7:19

    Oddio che brutta avventura. Concordo con te che "vaffanculo" non sia la risposta a tutti i mali ma comunque in certi casi aiuta, ed è pure necessario.
    E la foto di questa pie la devi incorniciare, gli Hairy Bikers in persona la vorrebbero da appendere in casa!!!
    E grazie 😉

  • Reply Greta Damancaunbraulio 8 settembre 2014 at 8:12

    Non ti nascondo che leggere dell'incidente mi ha cambiato l'umore. Mi dispiace, ma meno male che tutto si è risolto a pizza e (soprattutto) birra.

    Questa pie sembra strepitosa e non posso fare altro che aggiungerla alla mia lista di "cose da fare prima di morire", anche se non garantisco per le corna. Una pie tridimensionale, cose che non si vedono tutti i giorni.

  • Reply SaiPiperina 8 settembre 2014 at 13:19

    meno male che l'Orso Bruno non si è fatto tanto male… mi immagino la tua tigre che fatica deve aver fatto per non rimbalzare fuori dal tatuaggio… va bè, vediamo il lato positivo di tutta questa faccenda… la conseguente proposta della "pie" del motociclista disperato, mamma mia che pie, very english, ne immagino il gusto già dalla foto e appena arriverà un po' di freddo me la cucinerò. Adoro le pie così come molte pietanze inglesi, avendo vissuto a Londra per un po' di anni. Le corna sei sicura che sono di una mucca a me sembrano più di un toro… olè!!! Oggi mi preparo i dolcetti al cocco che hai proposto settimana scorsa poi ti dirò quanto sono stati apprezzati, perché non c'è dubbio che lo saranno!

  • Reply frankie 8 settembre 2014 at 13:20

    Fede! Non sono una biker vera e propria ma sono una trasportata diciamo così!
    immagino la situazione che non deve essere stata per niente semplice, soprattutto trattenere il vaffanculo così a lungo!
    io dico sempre che quando si sale in moto la cosa più pericolosa sono gli automobilisti…
    Menomale che questa pie ha chiuso in bellezza la giornata! hai ragione a dire che dai noi questi piatti proprio non sono concepiti e invece sono di un comodo pazzesco specie quando si fanno cene fra amici!
    ti mando un abbraccio e un augurio per l'Orso Bruno!
    Frankie

  • Reply Rosaria Orrù 8 settembre 2014 at 16:54

    una volta avevamo anche noi una moto….una in due e guidava sempre mio marito …. anche io avevo un rituale da buona napoletana del non èveromacicredo mi facevo un bel segno della croce e avevo sempre un piccolo cornettino…insomma sacro e profano insieme giusto per mantenersi sul sicuro….per fortuna non abbiamo mai avuto incidenti o cadute se non una volta un cretino facendo manovra la buttata giù ma noi eravamo scesi due minuti prima….sono per il vaffaculo sempre e comunque perchè mi consente lo sfogo e subito dopo ragiono un pochino meglio ma potrei anche evitarlo se poi mi offrissero questa magnifica pie, che già lo so sognerò stanotte e anche domani finchè il mio io affamato vincerà sul mio io sempre a dieta urlandogli ESCI DA QUESTO CORPO!! e quando questo accadrà non ce ne sarà per nessuno Fidati!

  • Reply Roberta | Il senso gusto 8 settembre 2014 at 16:58

    Non posso non commentare il tuo post: oggi sono stata alla scuola guida per chiedere informazioni su come prendere la patente per la moto…. Il tuo post è tosto e mi piace. Andare in moto (per ora solo come passeggero) ti fa pensare a due cose: la caducità della vita e un senso di infinita libertà.

  • Reply ๓คקเ 9 settembre 2014 at 17:45

    Ommamma Fede che spavento! Altro che vaffanculo meritava quel cretino, che oltre tutto era in torto! Fortunatamente è finito tutto bene e sì, concordo, la tua famiglia è super.
    Pure tu sei super, intendiamoci: esorcizzare lo spavento con questa meraviglia di pie è una cosa che solo tu potevi fare. 🙂
    Esecuzione impeccabile, note puntualissime (come quella della rosolatura della carne in 3 tempi per non lessarla con la sua stessa acqua!) e… una voglia immensa, da parte mia, di provare questa goduria cosmica. Corna incluse. 🙂
    Grandissima!!!!
    Un abbraccio.

  • Reply Latte e fiele 13 settembre 2014 at 13:05

    Bello sapere che l'Orso stia bene, e che sia stato coccolato con del fantastico cibo da veri biker. Se glielo proponessi al mio orso (MT)Biker, apprezzerebbe anche lui.

  • Reply Ale only kitchen 15 settembre 2014 at 17:14

    Le moto mi hanno sempre affascinato ma anche messo paura, proprio perché, se cadi, ti puoi fare molto male… Per fortuna che all'Orso è andata abbastanza bene. Anche se una lussazione non è poco!
    Quando avevo visto la foto della cow pie l'avevo trovata troppo divertente. E tu sei stata bravissima nel replicarla, corna comprese… Immagino la bontà dello spezzatino, avendone provato uno simile proprio degli Hairy Bikers a suo tempo 🙂
    Fantastica Fede!!!

  • Reply La Gaia Celiaca 18 settembre 2014 at 20:35

    immagino che paura!!! io come ale qui sopra ho il terrore delle moto, sarà che ai tempi dell'università un mio amico motociclista aveva un incidente un giorno sì… e l'altro pure! e mi è rimasta quest'idea dell'oggetto iper-pericoloso. ma immagino che sia una fobia, e che in realtà come molte cose se uno è saggio e responsabile i rischi si riducano parecchio.

    per la pie che ti devo dire? è stupendissima, a partire da quello spelndido paio di corna.
    mi piacerebbe molto provarla, ma la pasta sfoglia pronta fa schifo senza glutine, e farla apposta mi fa fatica.
    e se mi rifacessi semplicemente con lo spezzatino?
    grazie davvero per aver partecipato in modo così sentito

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